La protesta
Venticinque sfratti al mese quasi tutti per morosità
Il consiglio dell’Unione piccoli proprietari immobiliari: «Vendere le case non conviene perché si sono deprezzate, piuttosto bisogna abbassare i canoni»
EMPOLI. Il numero degli sfratti nel circondario dell’Empolese-Valdelsa sta crescendo a dismisura, del 22% rispetto allo scorso anno, e quasi totalmente per morosità. Di fronte a una situazione come questa ai piccoli proprietari immobiliari conviene vendere il proprio alloggio piuttosto che affittarlo? La risposta è no. A spiegare la questione è Gilberto Baldazzi, presidente dell’Unione piccoli proprietari immobiliari. «L’aumento degli sfratti – spiega Gilberto Baldazzi – è dovuto alla carenza di liquidità con la quale molti inquilini sono costretti a confrontarsi a causa della crisi economica. Credo che vendere l’immobile sia però una scelta sbagliata da parte dei proprietari. Nel mercato abbiamo assistito ad una diminuzione del valore degli immobili che si aggira intorno al 30%: vendere adesso significherebbe svendere».
«Credo che la soluzione più immediata – continua il presidente dell’Uppi – sia abbassare il canone d’affitto. Da una parte si crea una situazione vantaggiosa per l’inquilino, dall’altra il proprietario dell’immobile evita così di dover intraprendere una causa di sfratto per morosità».
Nel 2011 si contano 180 casi di sfratto nell’ Empolese- Valdelsa e nel primo trimestre del 2012 siamo già a 70 sfratti eseguiti. «Un fatto questo – dice Franco Belli del Sunia, sindacato degli inquilini, direi inevitabile, vista la crisi economica e i canoni che nonostante tutto rimangono elevati o comunque insostenibili per la maggior parte dei cittadini. Di fronte a una situazione così allarmante purtroppo manca il sostegno opportuno da parte degli enti pubblici».
La Regione Toscana ha messo a disposizione quattro milioni di euro finalizzati a ridurre l’esecuzione degli sfratti per morosità. Al bando può accedere chi ha recentemente perso il lavoro, chi è stato messo in cassa integrazione, mobilità o ha subito una riduzione dell’orario lavorativo. Il sostegno può essere richiesto anche dall’inquilino che si trova in stato di morosità. «I soldi messi a disposizione dalla Regione – precisa Franco Belli – sarebbero stati più utili se impiegati nella ristrutturazione di quegli alloggi popolari che non possono essere utilizzati per la mancanza dei fondi necessari alla messa in sicurezza». «Quando il rapporto fra inquilino e proprietario si rompe – spiega Belli del Sunia – quest’ultimo è più disposto a liberare l’alloggio che a prendere qualche migliaio di euro col rischio dopo poco di ripartire dall’inizio. Nell’Empolese al momento gli unici accordi riusciti, in modo tale da non proseguire nella procedure di sfratto sono soltanto 4: due a Certaldo, uno a Castelfiorentino, uno a Vinci».
Elisa Bigazzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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