Il Tirreno

Empoli

Il tribunale deve rimanere gli avvocati si mobilitano

Il presidente dell’Associazione forense del circondario: «Stiamo lavorando a una lettera aperta e a una protesta, il tribunale di Firenze è già al completo»

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EMPOLI. La certezza sulla chiusura del tribunale ha fatto scattare la protesta tra gli avvocati di zona. E il presidente dell’Associazione forense del circondario Pierluigi Ciari non ha dubbi sulle azioni da fare nei prossimi giorni. Anzi il lavoro per contrastare Palazzo Chigi è già partito. «Stiamo preparando - spiega - una lettera aperta da inviare al tribunale di Firenze, al sindaco Luciana Cappelli e ai parlamentari della zona. In più faremo delle azioni di protesta». Poi entra nel merito dei disagi conseguenti allo spostamento nel capoluogo di provincia. «Il tribunale di Firenze - spiega Ciari - è già al completo. Come possono essere ospitati all’interno del complesso sia il nostro tribunale che quello di Pontassieve? Senza pensare ai disagi e ai costi a cui andremo incontro sia noi che gli utenti». «Per Empoli - va avanti Ciari - è una sconfitta e in questo modo si abbassano le prestazioni fornite».

Dello stesso tenore la reazioni del decano degli avvocati, Giuliano Lastraioli, iscritto all'albo forense dal febbraio 1962, ma attivo professionista fino dal 1959 come praticante procuratore abilitato. Cinquantatre anni di toga, «mai smessa per un giorno», spiega lui stesso. Lastraioli è stato tra i fondatori dell'associazione degli avvocati di Empoli e Valdelsa; primo presidente della stessa; quindi promotore del comitato per l'istituzione del tribunale collegiale “sede plena” di Empoli. «Tutto inutile - commenta con rabbia - ci voleva la ministra Severino per cancellare la giurisdizione da Empoli. Nel nostro archivio storico abbiamo la serie dei processi civili e penali a partire dallo scorcio del XIV secolo».

«In occasione dell'ultimo scarto di vecchi fascicoli della pretura, decretato dalla sovrintendenza archivistica - racconta - io stesso grazie al pretore Ammirati (l'ultimo dei pretori empolesi!), riuscii a salvare qualcosa dal macero. Ora sembra che non ci sia più nulla da salvare. Grazie all'ignavia dei superiori l'amministrazione della giustizia, secondo quanto leggiamo nei giornali, scompare da Empoli. Per un processetto da mezza lira o per difendere il proprio patrimonio o il proprio onore, empolesi, fucecchiesi, montelupini, vinciani, cerretesi, castellani, gambassini, montaionesi, limitesi, certaldesi, dovranno finire nella bolgia di Novoli, senza pietà».

«Non si è tenuto conto della peculiarietà del nostro territorio - conclude l’avvocato Lasstraioli - con sovrano disprezzo per le esigenze vitali delle popolazioni interessate. Ormai è di moda questa locuzione: una boiata pazzesca. Salveranno l'inutile circondario, di cui alla gente non frega un tubo. Siamo curiosi di sapere come reagiranno invece le cosiddette istituzioni per salvare il tribunale. Il mondo forense è sul piede di guerra».

La speranza a cui rimangono appesi gli avvocati è, come spiega ancora l’avvocato Ciari, «il parere, se pur non vincolante, che deve dare sul decreto legislativo la commissione giustizia. E in secondo luogo «confidiamo - spiega ancora l’avvocato Ciari - sulla possibilità prevista dall’articolo sette del decreto stesso che per cinque anni i tribunali continuino le loro attività ma con le spese di manutenzione a carico dell’amministrazione comunale. E questa potrebbe essere anche una soluzione che però va discussa con il Comune».

Lucia Aterini

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