Il dolore
Giusti, dalla narrativa alla pedagogia
EMPOLI. In questi giorni, andando a curiosare nel reparto “usati”, della Libreria Martin Eden, ho trovato, edito da Miano, una trentina di anni fa, il romanzo “Il cavaliere”, prima opera letteraria...
EMPOLI. In questi giorni, andando a curiosare nel reparto “usati”, della Libreria Martin Eden, ho trovato, edito da Miano, una trentina di anni fa, il romanzo “Il cavaliere”, prima opera letteraria di Mariangela Giusti, prefazione di Patrizia Meringolo. Mi si è accesa una lampadina e, una volta a casa, ho cercato inutilmente, nel marasma della mia stanza, un libro capitatomi sulla scrivania, negli anni Ottanta. Faccio ricerche e scopro che, di Mariangela Giusti, ce ne sono tre. Una a Pisa, una a Prato e una a Milano. Quest’ultima, docente all’Università Bicocca, facoltà di scienze della formazione, autrice di un numero incredibile di libri, pubblicati da editori importanti, che trovo tutti in un elenco preciso. Elenco che, però, evita di ricordare il romanzo e le tre raccolte di poesie precedenti. Opto per quest’ultima. E ho ragione. Empolese di nascita, da padre castellano (morto troppo presto) e madre vinciana, fa la pendolare da dodici anni. «Non ho scritto altri romanzi dopo ‘Il cavaliere’, né altri libri di poesie. Ma ho scritto tante cose in ambito pedagogico». Libri che sono stati considerati importanti dalla comunità scientifica nazionale. «Non avrei saputo scrivere questi saggi pedagogici se non avessi scritto in precedenza, appunto, i miei libretti di poesie e quel romanzo giovanile». Uno dei libri, per cui è più conosciuta, ha superato le dodicimila copie. Tante per un saggio di pedagogia. E ora sta per uscire da Rizzoli. Appassionata d’educazione interculturale, ha insegnato nelle scuole superiori di Empoli, Borgo a Buggiano, Castelfiorentino e Fucecchio. (r.c.)
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