Proteste
Clemente Lupi contro lo strapotere
Avversò le opere pubbliche sostenute invece dal sindaco Martelli
VINCI. «La strada da Anchiano a Sant’Amato, invece di tracciarla in piano dal punto di partenza e condurla alle Casacce di Sant’Amato, la giunta l’aveva indicata e la volle realizzare in modo che per salire a Sant’Amato si scendesse fino ai due frantoi del sindaco e del vice sindaco e da Sant’Amato per giungere a Vinci si dovesse salire per le stesse ragioni, a favore del privilegio e contro la logica. La salita degli Amerini, si sarebbe potuto tracciarla in modo agevolissimo partendo da Pasciolica fino alle Quattro Madonne, ma per non urtare tre o quattro proprietari non se ne fece nulla e la strada restò dov’era, con pena per i barrocciai costretti alla salita degli Amerini. Infine, per collegare Vitolini a Faltognano, basterebbe aprire una strada verso il Piastreto e di lì pari pari sotto Gragnani giungere a Silorto. Invece no. Per servire e contentare gli elettori del sindaco disseminati lungo il Poggiarello e Marcello fino alle Quattro Madonne, la strada fu tracciata e condotta contro ogni interesse della frazione di Vitolini». Discorsi di un acceso oppositore della giunta guidata da Roberto Martelli negli anni Ottanta dell’Ottocento? Macché. Le parole sono dell’illustre Clemente Lupi (1840 - 1919), vitolinese, eletto nella medesima lista del sindaco Martelli e a lui molto vicino; sono parole supportate dagli studi fatti fare da Lupi a un amico ingegnere. Clemente Lupi, studioso tra i più importanti nella storia dell’archivistica e della paleografia italiane, era un uomo libero, senza timori riverenziali. E amava la sua comunità d’origine. Un esempio per l’oggi. (p.s.)
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