Il Tirreno

Empoli

Assessore fa causa al Comune il sindaco Campinoti la licenzia

La revoca è stata firmata per incompatibilità. La reazione di Ceccherini : «Costretta all’azione legale perché mi vogliono far pagare 30mila euro per le rette di un familiare in casa di riposo»

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CERTALDO. L’assessore fa causa al Comune e il sindaco la caccia. In una frase si può riassumere così l’ennesima perdita di pezzi della giunta Campinoti. Protagonista della procedura è Roberta Ceccherini (ambiente, mobilità, protezione civile e decoro urbano) entrata in giunta nel 2009 con la lista dei Malcontenti. Ma la vicenda che sta dietro a questa revoca è molto complessa. Ed ha un rilievo regionale che riguarda centinaia e centinaia di famiglie con anziani non autosufficienti in casa di riposo.

La decisione è stata motivata dal fatto che il Comune «ha ricevuto la notifica di un atto di chiamata in causa in un procedimento civile, promosso anche da Robertina Ceccherini - si spiega in una nota del Comune - di tale situazione è stato informato il segretario comunale, il quale ha comunicato al sindaco che questa situazione portava all'incompatibilità con il ruolo di assessore, ai sensi del decreto legislativo 267/2000». A questo punto il sindaco ha firmato il decreto di revoca. «Preso atto di quanto si sta verificando – dice il sindaco Andrea Campinoti – ho proceduto nella revoca delle deleghe. Ci tengo però a ringraziare sentitamente Roberta Ceccherini per il suo impegno e la sua tenacia, e per quanto fatto di concreto in tanti settori per il nostro Comune: in particolar modo nell'ambiente, nel promuovere i comportamenti ecosostenibili, nel seguire il complesso avvio della raccolta differenziata porta a porta e nella attuazione del nuovo piano urbano del traffico».

Ma perché l’assessore ha fatto causa all’amministrazione da lei stessa rappresentata? La ragione si trova in un familiare non autosufficiente ricoverato dal 2008 in casa di riposo ( e da 20 anni assistito dall’Asl per gravi problemi di salute). A fine 2010 a Roberta Ceccherini e alla sua famiglia arrivò una lettera in cui venivano richiesti oltre diecimila euro dalla casa di riposo stessa per la retta del congiunto. «La richiesta ci è arrivata senza nessun preavviso o spiegazione - spiega Ceccherini - l’anno dopo abbiamo ricevuto un’ingiunzione per 17 mila euro. Da qui ci siamo rivolti a un avvocato perché non si riusciva a capire il motivo della richiesta e in che proporzione dovevamo pagare queste somme considerando anche che la pensione del nostro familiare viene trattenuta per pagare la struttura». La famiglia Ceccherini si è affidata a un legale e ora la somma richiesta è di 30mila euro. E «Abbiamo fatto opposizione alla casa di riposo». Questo sulla base del fatto che «secondo una normativa del 2001 per le persone non autosufficienti con oltre 65 anni di età il pagamento delle rette deve essere assicurato dall’Asl e dai Comuni». E che la Toscana che ha approvato una legge di segno opposto (coinvolgendo i familiari) ha numerosi ricorsi pendenti al Tar. Solo a Firenze sono 5 i milioni ballo. Da qui in poi la vicenda è peggiorata ulteriormente con «assistenti sociali che sono andati dal familiare a dire che i parenti non volevano pagare più la casa di riposo per lui. O - dice Ceccherini - tentativi dell’Asl di nominare un tutore amministrativo nonostante la famiglia fosse sempre presente, tra l’altro con un legale».

Infine il procedimento per incompatibilità. Che Ceccherini contesta sia nella forma che nella sostanza perché «l’ incompatibilità non esiste perché con un decreto legislativo è stato stabilito che le prestazioni sociali a rilevanza sanitarie sono di competenza dei Comuni». E poi la stoccata finale: «Il presidente di Avviso pubblico (il sindaco ndr) ha violato le norme del procedimento amministrativo perché non ho avuto la comunicazione del procedimento, né mi è stato dato un termine congruo per la produzione di documenti».

Le reazioni politiche non si faranno attendere. Intanto il Pdl ha presentato un’interrogazione. Il consigliere provinciale Filippo Ciampolini: «Per opportunità e trasparenza il sindaco doveva attivarsi prima».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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