Sicurezza
Incendio di notte alla Metalcarta è il terzo in poco più di un mese
Il rogo si è sviluppato nel piazzale dell’azienda che è specializzata nel trattamento dei rifiuti I proprietari sono sicuri dell’origine dolosa: «Evidentemente diamo fastidio a qualcuno»
EMPOLI. Tre incendi in poco più di un mese. Vittima la ditta Metalcarta, specializzata nel riciclaggio di plastica, ferro e carta. I primi due - il 28 maggio e il 6 giugno - hanno colpito lo stabilimento fiorentino dell’azienda, il terzo - la notte scorsa - è scoppiato nel piazzale della sede empolese, in via Molin Nuovo. I primi due sono stati certamente dolosi: le telecamere a circuito chiuso hanno ripreso due uomini entrare nella fabbrica, appiccare il rogo e fuggire. Su quello della notte scorsa i vigili del fuoco sono cauti, parlano di possibile autocombustione, mostrano dubbi circa la possibilità che qualcuno possa avere appiccato volontariamente l’incendio. Ma se gli inquirenti non si sbilanciano - sui primi due episodi indaga la squadra mobile della polizia, sul terzo sono intervenuti i carabinieri - i proprietari della Metalcarta sono sicuri: quello che è scoppiato nel piazzale di Molin Nuovo è stato un incendio doloso.
Stavolta le telecamere interne non hanno ripreso nessun movimento e i danni sono stati tutto sommato contenuti (mentre nelle precedenti occasioni furono ingenti, nell’ordine di duecentomila euro, stavolta si dovrebbe trattare di poche decine di migliaia di euro). Tuttavia per l’amministratore delegato della Mertalcarta Dario Di Sano non ci sono dubbi. «Pensare all’autocombustione alle quattro e mezzo di notte ci sembra assai improbabile - dice l’imprenditore - tutti i rifiuti, anche quelli, pochi, di natura organica, erano stati stoccati correttamente. Purtroppo, come dimostrano i due incendi delle scorse settimane, evidentemente qualcuno ci ha preso di mira. Non sappiamo chi e non sappiamo perché. Come abbiamo già detto e ripetuto agli inquirenti, non abbiamo idea di cosa ci sia all’origine di questi attentati alla nostra attività. Non abbiamo mai ricevuto minacce e operiamo in un settore, quello del riciclaggio perlopiù di plastica da imballaggi, che non presenta problemi come quelli che possono esserci dove si trattano rifiuti nocivi. L’unica cosa che possiamo pensare è che diamo fastidio a qualcuno che opera in questo mercato. Speriamo che la polizia possa al più presto scoprire chi è e fermarlo. Certo è che se l’intento di chi ha provocato tutto questo è quello di fermarci o farci paura, fallirà. Perché anche se queste sono cose che scuotono, noi siamo determinati ad andare avanti».
L’incendio, come detto, è scoppiato attorno alle 4,30. Sul posto sono dovute intervenire due squadre con tre autobotti dei vigili del fuoco, che hanno lavorato fino quasi alle dieci prima per spegnere il fuoco e poi per mettere in sicurezza l’area. A causa della natura del materiale incendiato - soprattutto plastica - è stato necessario anche l’intervento del Nucleo batteriologico chimico e radiologico dei vigili del fuoco. Le analisi sono ancora in corso tuttavia la quantità di diossina sprigionata dal rogo viene giudicata non preoccupante, anche perché lo stabilimento da cui si è levata la nube di fumo si trova a distanza di sicurezza dalle prime case lontane a loro volta un paio di chilometro dal centro abitato di Brusciana.
L’odore di plastica bruciata si è sparso in tutta la zona e i vigili del fuoco hanno dovuto lavorare con particolare perizia per evitare problemi durante le fasi di spegnimento e bonifica. Sul posto - vedi scheda a fianco - sono poi intervenuti anche i tecnici dell’Arpat per svolgere i rilievi del caso, sia sui fumi che sulle acque.
Alla fine, come detto, anche se è difficile calcolarli con precisione, per quanto riguarda l’azienda si è parlato di danni per circa cinquantamila euro mentre per l’ambiente circostante non sono state ravvisate conseguenze allarmanti.
La Metalcarta è un’azienda che dà lavoro, tra Empoli e Firenze, a una cinquantina di persone tra dipendenti e collaboratori. A Molin Nuovo opera da circa quindici anni, dal 2007 occupa anche il capannone che era della cartiera Etruria.
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