Il Tirreno

Empoli

Lavoratori costretti a restituire gli sconti fiscali sugli straordinari

Lavoratori costretti a restituire gli sconti fiscali sugli straordinari

Sono centinaia gli operai e gli impiegati del circondario beffati dal decreto del governo che ha abbassato il limite di reddito sopra il quale non è più consentita la detassazione

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EMPOLI. Da poche decine di euro fino ad alcune centinaia di euro. Queste sono le somme che circa 500 lavoratori dovranno restituire per effetto di un decreto del presidente del consiglio dei ministri, Mario Monti. Si tratta di quello emesso il 23 marzo con valore retroattivo dal primo gennaio 2012. Con questo provvedimento vengono abbassati i limiti di reddito entro cui i lavoratori potevano beneficiare della detassazione di alcune voci del loro stipendio relative, in primis, agli straordinari. Una beffa in buona sostanza che ha fatto arrabbiare i sindacati.

A chi interessa. Sono tutti i settori delle aziende private, nel circondario, interessati da questo decreto , dal settore chimico a quello dell’abbigliamento, a prescindere dalle dimensioni della realtà produttiva e in relazione al lavoro svolto sotto forma di straordinario. E più in generale, come si legge nel decreto, rispetto a forme correlate a “incrementi di produttività, qualità, redditività, innovazione, efficienza organizzativa, collegate a risultati dell’andamento economico o agli utili dell’impresa, o a ogni altro elemento rilevante per il miglioramento della competitività aziendale”.

Il decreto di primavera. Per queste voci del salario già dal 2008 esisteva un regime fiscale privilegiato per cui, entro i 40mila euro lordi di reddito e entro la soglia dei 3mila euro per i compensi legati appunto al salario di produttività, era stata applicata una detassazione. Invece di pagare il 38% (da 28mila fino a 40mila euro di reddito), il 27% (da 15mila euro a 28mila) o il 23% (fino a 15mila euro), la decurtazione fiscale applicata era pari al 10%. Un’agevolazione sostanziosa che ha interessato non tutte le aziende ma solo quelle che, nonostante la crisi, potevano far fare ai proprio dipendenti straordinari. O avevano periodi di necessità durante l’anno e prima di prendere nuovo personale facevano lavorare di più quello già in organico. Ma il presidente Mario Monti ha messo le forbici anche lì e ha ridotto la platea dei lavoratori che possono essere beneficiati da questi sconti. Per tutto il 2012, come si legge nel decreto, le misure sperimentali per l’incremento della produttività del lavoro vengono prorogate. Ma con dei paletti ben più rigidi. Dalla fine di marzo di quest’anno, dunque, la tassazione al 10% su quello che viene definito salario di produttività spetta solo fino a 2.500 euro ed entro i 30mila euro di reddito lordo parametrato sul 2011. Il decreto poi ha valore retroattivo e parte da gennaio 2012. Di conseguenza molti lavoratori sono ora costretti a restituire soldi perché non possono accedere più alla tassazione al 10%.

La protesta dei sindacati. A far emergere questa difficoltà anche per i dipendenti della nostra zona è stata Silvia Mozzorecchi che per la Cgil segue i settori della chimica e dell’abbigliamento. «Per le imprese che seguo io - spiega la sindacalista - mi stanno segnalando questo problema in diverse realtà e con cifre anche a volte sostanziose». «Sono interessati da questa riduzione della detassazione alcune centinaia di lavoratori, sia operai che impiegati - va avanti la sindacalista - per quello che riguarda straordinari, il lavoro notturno e anche i turnisti che ricevono una maggiorazione». «A fine marzo è arrivato il decreto con effetto retroattivo - spiega ancora Mozzorecchi - una follia direi. In più in alcune aziende hanno continuano comunque ad applicare la detassazione anche se non era più possibile. Di conseguenza le cifre da restituire sono anche alcune centinaia di euro». Un provvedimento questo che la Cgil condanna anche perché, in questo modo, si abbatte ulteriormente il potere di acquisto e la capacità economica dei lavoratori dipendenti. E il decreto dunque va a rinfoltire il cahiers de doléance che già la Cgil ha presentato più volte al presidente Mario Monti prendendo le distanze dall’operato del governo. E portando anche i lavoratori dipendenti spesso in piazza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web