Il Tirreno

Empoli

Il restauro della casa di Anchiano dedicato allo studioso Cianchi

di Paolo Santini
Il restauro della casa di Anchiano dedicato allo studioso Cianchi

Fu il primo a promuovere, a Vinci, la genialità di Leonardo Nel 1952 fece arrivare i presidenti Einaudi e De Gasperi

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VINCI. “All’origine del Genio” è lo slogan utilizzato per la campagna promozionale del restauro e della riapertura della casa natale di Leonardo Da Vinci ad Anchiano. Ma, parafrasando tale slogan, potremmo dire che all’origine della promozione e della riscoperta c’è, senza dubbio, un unico personaggio: Renzo Cianchi. Sopito il meritato clamore mediatico dell’inaugurazione e scemata un po’ la gran folla dei visitatori, merita sottolineare l’intitolazione del grande restauro, uno dei più importanti di sempre sulla casa di Anchiano, di certo il più significativo dal lontano 1952.

Già, proprio il 1952, quando arrivarono quassù il presidente della Repubblica Luigi Einaudi e il presidente del consiglio Alcide De Gasperi; chi era riuscito a portare questi due statisti? Renzo Cianchi, autentico deus ex machina delle celebrazioni per il quinto centenario della nascita del Genio e demiurgo della restituzione all’intera umanità della casa di Anchiano. In previsione del restauro e della sua apertura al pubblico, Cianchi aveva intrapreso già dalla fine degli anni Quaranta un’intensa stagione di studi archivistici e documentari sull’origine e la struttura della Casa, studi che si rivelarono determinanti per la configurazione finale del monumento. Per il progetto e la direzione dei lavori, Cianchi si rivolse a quello che era stato uno dei maggiori protagonisti del dibattito architettonico della prima metà del secolo, Giulio Ulisse Arata.

I restauri furono condotti sotto la supervisione dello stesso Soprintendente ai Monumenti di Firenze, Armando Venè. Fu allora che la casa di Leonardo assunse quell’aspetto ideale di dimora rurale toscana quattrocentesca, con la facciata stonacata, che venne consegnato all’immaginario collettivo nazionale e non solo come Casa della memoria per eccellenza della nascita di Leonardo a Vinci.

Dal 1952, la Casa è così divenuta mèta di un pellegrinaggio culturale da parte di visitatori da ogni parte del mondo. E anche il restauro del 2012, guidato dalla professoressa Daniela Lamberini, è avvenuto nel massimo rispetto di quanto realizzato nel 1952. Il ruolo determinante rivestito da Renzo Cianchi, per lo studio e la valorizzazione dei beni culturali a Vinci, e in particolare per le sue ricerche e il restauro della casa natale del 1952, rappresentano le motivazioni principali che hanno indotto a dedicare a questa insigne personalità il restauro portato a termine pochi giorni orsono.

Nella Casa Natale di Leonardo, appena entrati nella stanza centrale, sulla destra, una targa in ottone racconta al visitatore: «La Città di Vinci dedica il restauro della Casa Natale di Leonardo al primo Direttore della Biblioteca Leonardiana e del Museo Leonardiano Renzo Cianchi (1901-1985) per la sua impareggiabile opera di studio e valorizzazione dei beni culturali vinciani e per il suo essenziale apporto al primo restauro di questo edificio inaugurato nel 1952 dal Presidente della Repubblica Luigi Einaudi e dal Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, Anchiano-Vinci, 22 giugno 2012».

Nel 1953, Cianchi fu l’ideatore del Museo Leonardiano, divenendone il primo direttore. Accanto alla mostra di modelli subito dopo volle porre il tema della divulgazione del pensiero leonardesco, per legare indissolubilmente il Genio a Vinci. Fu così che, nel 1959, lo studioso prese carta e penna e vergò di suo pugno una lettera, indirizzandola a un illustre studioso di Leonardo, Augusto Marinoni. «Occorreva trovare qualcosa di più di una manifestazione semplicemente celebrativa - scriveva Cianchi - un qualcosa di più che pur ripetendosi di anno in anno potesse avere sempre un sapore nuovo e nuove attrattive. Una lettura, anche annuale, serve a gettare le basi per studi, discussioni e pubblicazioni, è come una semina che annualmente dà i suoi frutti e annualmente si ripete». Era nata la Lettura Vinciana, giunta quest’anno alla 52ª edizione. Poi, per l’illustre studioso, anni di inspiegabile e inammissibile oblio a Vinci. Ma oggi, con Leonardo, è tornato a casa sua, a Vinci, anche Renzo Cianchi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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