Il Tirreno

Empoli

Vanessa aveva solo settecento euro quando è scomparsa

Smentite le voci relative alla riscossione di una polizza vita La famiglia: «Quei soldi li ha versati in banca il giorno dopo»

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FUCECCHIO. Ci sono anche le voci della riscossione di una polizza vita a rendere più angosciosa l’attesa della famiglia di Vanessa Rosi che manca da casa da 17 giorni. Ieri da parte degli investigatori era stata accreditata l’ipotesi che la donna avesse ritirato una somma importante pochi giorni prima della sua sparizione. Ma la famiglia nel pomeriggio ha chiarito che questa pista è solo una suggestione. Infatti Vanessa ha riscosso sì una polizza vita di 4.700 euro ma a novembre 2011 e soprattutto quei soldi, come spiega il babbo Moreno «li ha subito riversati in banca». La stessa operazione è stata fatta per altri 1.500 euro a marzo. «Vanessa ha ritirato tre buoni fruttiferi - dice - che poi ha girato nel suo conto corrente a marzo scorso».

Dalle indagini dei carabinieri è emerso anche che la mattina della sua scomparsa il 12 giugno, ad Altopascio, alla Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia, Vanessa Rosi ha prelevato 700 euro.

Erano le 8,10 e già da dieci minuti aveva spento il suo cellulare. Era tra casa sua, a Pinete, e Lunata il luogo che avrebbe dovuto raggiungere per iniziare il suo lavoro, come faceva ogni mattina. Ma dove invece non è mai arrivata.

Questo l’elemento nuovo nel quadro della scomparsa di Vanessa Rosi, 36 anni, residente a Pinete. Poi, per il resto, nessuna altra novità. Gli avvistamenti, registrati anche con l’aiuto dell trasmissione “Chi l’ha visto” su Rai 3, si sono rivelati tutti privi di fondamento. Senza fondamenti le varie segnalazione arrivate da Pisa e sul treno verso Napoli. Alcuni dettagli descritti hanno portato i familiari a escludere che le persone viste corrispondessero veramente a lei.

Intanto proseguono le indagini dei carabinieri soprattutto per capire quale sia la direzione presa dalla giovane donna una volta giunta alla stazione di Pescia. Qui infatti è stata trovata la sua auto, la Lancia Y in perfetto ordine, senza alcun segno di violenza od oggetto fuori posto. Tra l’altro quella mattina, era un martedì, Vanessa Rosi non prese neppure le chiavi dell’agenzia di viaggi. Una cosa che in genere non faceva mai.

La sparizione, comunque, rimane un rebus che i familiari non si sanno spiegare. I carabinieri, intanto, continuano nell’accertamento degli errori compiuti da Vanessa per quanto riguarda alcuni aspetti contabili dell’attività svolta per l’agenzia di viaggi di Lunata dove lavorava come impiegata. In più proseguono gli accertamenti sul computer dell’ impiegata per trovare tracce o indizi che siano in grado di spiegare la scomparsa.

Lucia Aterini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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