La manifestazione
Membrino multietnica punta all’integrazione
La contrada ha un consigliere di origine marocchina. Il capitano: «L’obiettivo è quello di coinvolgere al massimo le persone arrivate da un altro paese»
CASTELFIORENTINO. Coinvolgimento ed integrazione: è questo il principale obiettivo della Popolar Contrada di Membrino, la contrada del centro storico alto, che si estende tra le vecchie mura che proteggevano il paese fino ad arrivare al confine con Montespertoli. «Siamo una contrada che racchiude molte etnie - spiega il capitano Matteo Giomi - e ciò che ci riproponiamo è riuscire ad integrare anche le persone straniere. Abbiamo rappresentanze albanesi e marocchine che per adesso stanno guardandoci con curiosità, pur mantenendo un certo distacco: sta a noi cercare di coinvolgerle sempre di più, questo il nostro obiettivo».
Non a caso nella struttura dirigente della contrada, accanto al presidente Marco Lari e al consigliere Marco Pascale, emerge la figura di un altro consigliere, Az Eddine Lahmidi, che rappresenta in qualche modo il trade d’union tra la contrada e l’etnia araba. «Ad oggi sono circa quindici le persone che seguono attivamente la vita della contrada, sempre presenti alle riunioni e alle varie attività - prosegue Giomi - e c’è un interesse crescente tra la gente, ma ci vuole del tempo prima che le persone si avvicinino in maniera collaborativa alla contrada. Crediamo tuttavia di aver imboccato la strada giusta per una partecipazione sempre crescente».
Una contrada attiva sotto il profilo degli incontri e delle cene, che rappresentano occasioni importanti per aumentare la visibilità e l’interesse tra i cittadini. «Il 10 giugno abbiamo organizzato la cena di quartiere e di contrada - spiega il capitano - in collaborazione con il Ciaf, e il ricavato è stato utilizzato per finanziare le attività socio educative del progetto Castello Alto, volto alla rivalutazione del quartiere e alla coesione sociale. Prima di quella ne era stata organizzata un’altra qualche mese fa, e mercoledì abbiamo replicato con la cena della contrada presso il ristorante Da Patrizia, cena che ha coinciso con l’ultima riunione». «Ci siamo inoltre impegnati nella ricerca di fondi per le nostre attività - conclude Giomi - giunti sia dalle quote di tesseramento e dalla vendita di bandiere e magliette, sia dall’importante contributo che ci hanno offerto le aziende, alle quali va il nostro più sentito ringraziamento». Il nome Membrino deriva da un ragazzo che nel XVI secolo salvò il paese dal saccheggio e dalla distruzione dell’esercito fiorentino condotto da Francesco Ferrucci.
Camilla Trillò
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