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La contrada Santa Verdiana pronta a piazzare la stoccata

La contrada Santa Verdiana pronta a piazzare la stoccata

Capitan D’Onofrio mette in guardia gli avversari: ci faremo valere in tutti i giochi in particolare nella staffetta che sarà il nostro cavallo di battaglia per vincere

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CASTELFIORENTINO. Una partenza in salita, qualche cambiamento in corsa, ma adesso tutto è pronto: la contrada di Santa Verdiana si appresta a intraprendere l’avventura nel primo Palio di Castelfiorentino. «Siamo partiti in 4 o 5 - dice Simone D'Onofrio, subentrato nel ruolo di capitano a Gianna Taccetti, costretta a lasciare l'incarico - ma dopo un primo periodo di stallo l’interesse verso la manifestazione è aumentato e oggi sono 70 le persone che seguono la contrada».

Una passione che si è diffusa tra la gente e che sta emergendo man mano che si avvicina il weekend del Palio. «Non siamo ancora riusciti a organizzare una cena - prosegue D'Onofrio - ma abbiamo intenzione di farla dopo il Palio. Intanto abbiamo cercato di trovare fondi per le nostre attività che sono arrivati dai tesseramenti alla contrada (quota di iscrizione a offerta da 5 euro) e dalla vendita delle magliette. Abbiamo preparato bandiere e foulard che al momento abbiamo distribuito solo tra i contradaioli».

In compenso la contrada vanta due punti di ritrovo per organizzare le proprie attività: il Circolo Acli e il Circolo Arci Bastioni, entrambi vicini alla parrocchia Santa Verdiana.

Intanto sono iniziate le prove per decidere i protagonisti dei giochi. «Siamo alle prime prove - continua il capitano - ma crediamo di poterci far valere in tutti i giochi, anche se il nostro cavallo di battaglia sarà la staffetta, che è quello in cui ci sentiamo più sicuri».

Oltre al capitano la struttura della contrada vede il presidente, Enzo Cappelli, e due consiglieri, Niccolò Taddei e Mattia Luongo. I colori, il rosso e l’oro, sono stati decisi durante una delle prime riunioni, così come lo stemma. «Ogni decisione è stata presa da tutti i contradaioli riuniti - sottolinea D'Onofrio - a partire proprio dai colori. Per lo stemma, oltre ai due serpenti che simboleggiano Santa Verdiana, abbiamo deciso di aggiungere la stilizzazione vista dall’alto della chiesa e del parco ad essa antistante, a rappresentare il nostro territorio».

Sullo stemma capeggia la scritta “in capite venenum”, rivisitazione del detto latino “in cauda venenum” che letteralmente significa “il veleno è nella coda” mentre in senso translato sta a indicare un discorso che inizia in maniera gentile per poi piazzare la inaspettata stoccata finale. «Abbiamo riadattato il detto al nostro stemma - conclude Taddei - riferendolo alla testa dei due serpenti, dalla quale sgorga il veleno». Contrade avversarie, siete avvertite.

Camilla Trillò

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di Redazione web