Sicurezza
I viaggiatori fra rabbia e rassegnazione
Alla fine l'incendio è stato domato, ma turisti e pendolari l'arrabbiatura per l'ennesima giornata di disagi è continuata a bruciare per un bel po'. Anche alla stazione di Empoli dove
EMPOLI. Alla fine l'incendio è stato domato, ma turisti e pendolari l'arrabbiatura per l'ennesima giornata di disagi è continuata a bruciare per un bel po'.
Anche alla stazione di Empoli dove centinaia di persone sono rimaste in attesa, alcune per ore. Con particolare rabbia per i turisti, alcuni dei quali hanno rischiato di perdere l’aereo a Pisa. Fra i pendolari, invece, c’era quasi più rassegnazione, con proteste che comunque sono corse anche attraverso i social network, in particolare Twitter e Facebook.
Anche dall’altra parte dalla “barricata”, a Pontedera, decine di viaggiatori sono stati costretti a lunghe attese: «Sto aspettando da mezz'ora il treno per Viareggio – spiega Giada, giovane studentessa immersa nella lettura – e ancora non ci sono certezze su orari di partenza o eventuali cancellazioni».
Poca informazione, insomma. Anche perché Trenitalia ha cercato di limitare i disagi con alcuni pullman sostitutivi che, a più riprese, hanno coperto la tratta fra Empoli a Pontedera (in tutte e due le direzioni, ovviamente). Gran parte dei viaggiatori, infatti, non era a conoscenza di questa possibilità, e ha continuato ad aspettare.
Si è arrivati in qualche caso addirittura a tre ore e mezzo di ritardo: «Ma ormai noi pendolari siamo abituati – afferma sconsolato Massimo, a Pontedera per lavoro – e non ci stupiamo più di nulla. Oggi si è trattato di una sfortunata fatalità, ma paradossalmente essere avvezzi a situazioni simili ci ha aiutati a viverla meglio».
Alcuni convogli provenienti da Pisa sono stati anche rimandati indietro, data l'impossibilità di proseguire in direzione Empoli, ma già nel tardo pomeriggio la situazione sembrava essere tornata sotto controllo. «Non abbiamo avuto comunicazioni ufficiali – conclude Patrizia, in viaggio per Firenze – ma pare che l'emergenza stia rientrando. Non è stato certo divertente, ma conoscendo i precedenti poteva anche andare molto peggio».
Nicolò Colombini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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