Lutto
Ricerca del gas, scatta la protesta di 20 famiglie
Abitano nella zona Avanella-San Paolo dove la Regione ha autorizzato le indagini di superficie per stabilire l’entità del giacimento di anidride carbonica
CERTALDO. Vedere i campi intorno a loro perforati alla ricerca dell’anidride carbonica li preoccupa alquanto. Per questo venti famiglie hanno deciso di ufficializzare la loro protesta per il progetto che sta partendo ad Avanella, località San Paolo. E hanno deciso di inviare una lettera a Regione, Comune, Circondario e Partito democratico per cercare di bloccare l’iniziativa spiegando tutte le loro preoccupazioni. Siamo in una zona agricola, alle pendici delle colline e il progetto sotto accusa è quello della Lifenergy srl di Firenze.
Al momento la Regione ha dato il permesso all’azienda fiorentina di iniziare le indagini superficiali per capire se e in che quantità questo gas è presente nella zona in questione. Dopodiché, per andare avanti, dovrà essere presentato, sempre in Regione, un progetto di sfruttamento delle risorse in questione. Si parla di un pozzo con una profondità di 400 metri che si estenderebbe su un’area tra il territorio di Barberino Valdelsa e San Gimignano.
«Abbiamo saputo del progetto per caso – spiegano gli abitanti della zona – dato che la pubblicazione per la presentazione delle osservazioni da parte degli interessati è stata fatta sul sito online del Comune e della Regione senza che nessun rappresentante dell’attuale amministrazione comunale si sia preso la briga di informare una parte della popolazione del territorio che una società aveva intenzione di fare ricerche finalizzate all’estrazione del gas».
«Nessuno ha avuto l’opportunità di presentare le osservazioni perché l’iniziativa è passata in sordina», spiegano le famiglie interessate. «Pensiamo – si legge ancora nella lettera indirizzata in primis alla Regione – che il primo dovere di questa amministrazione comunale sia quello di informare dell’attuazione di un intervento che può influire sulla collettività in termini ambientali e idrogeologici».
«E’ stato tutelato – spiegano ancora le famiglie che abitano vicino a San Paolo – solo l’interesse privato della società anziché l’interesse della comunità. Nonostante gli studi e le ricerche che sono state eseguite nessuno è in grado di garantire nel tempo l’assenza di rischi idrogeologici e ambientali che tale gas può provocare nel territorio in questione».
Le famiglie hanno chiesto e ottenuto nei giorni scorsi un colloquio con il sindaco Andrea Campinoti. «Ci ha detto che rispetterà le procedure – vanno avanti gli abitanti della zona – ma questo a noi non ci basta. Di conseguenza ci opporremo a questo progetto per i possibili rischi geologici e ambientali a cui saremmo sottoposti. Pensiamo anche alla possibile dispersione di carbonio nell’aria».
In passato la stessa vicenda si era presentata sul territorio di Montespertoli. Anche in quel caso il progetto era partito con le indagini preliminari autorizzate dalla Regione per capire che tipo di giacimento ci poteva essere nella zona individuata, vicino a Baccaiano, sempre rispetto allo sfruttamento di anidride carbonica per scopi industriali. I primi sondaggi vennero effettuati, era il 2006, poi però il progetto non venne portato avanti.
Lucia Aterini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
