Sicurezza
Muro della poesia in viale Carducci
Una proposta per amministrazione comunale e artisti locali
FUCECCHIO. C’è un muro, in viale Carducci, quello del campo sportivo, che rischia di diventare la “tela” per frasi o messaggi stupidi. Invece potrebbe trasformarsi nel muro della poesia, d’accordo – ovviamente – il Comune. E con la consapevolezza che si è in periodo di vacche magre. Potrebbe costituire un’attrazione, così come lo è il murale, realizzato una decina di anni fa da Giulio Greco, sul muro, sempre del campo sportivo, di viale Buozzi. Bisognerebbe che se ne facessero carico gli artisti fucecchiesi, che non sono pochi.
Un tentativo, in questo senso, fu fatto or sono alcuni anni. Venne coinvolta l’associazione “Colori in corso”. Il motore era: poesia non solo con versi, ma anche con immagini, piccole cose, presenze che si rifanno alla natura, alla vita di Fucecchio. Interventi non necessariamente figurativi, capaci però di costituire elementi di un mosaico poetico. Un quadro per ogni intervento. Sembrava che fosse cosa fatta. Invece, lo zampino della burocrazia ebbe la meglio. E la cultura fu costretta a chinare la testa.
E oggi? Il chiostro dei Frati Nel chiostro del convento dei Frati dopo tanto tempo. Occasione: la commemorazione dei 150 anni della morte di Giuseppe Montanelli, figura non secondaria del Risorgimento Italiano, e per le iniziative (di alcuni giorni) del volontariato. Nelle lapidi, pagine di storia locale, negate al pubblico, dal momento che tutte le porte rimangono chiuse, terminati gli eventi. E’ del Comune. Perché non si trova il modo di tenerlo aperto alcune ore, ogni giorno, almeno nella bella stagione?
Riccardo Cardellicchio
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