Il Tirreno

Empoli

La passione rossoblù cresce attorno al circolo Puppino

di Camilla Trillò
La passione rossoblù cresce attorno al circolo Puppino

Il quartiere che si estende dalla “Porticciola” fino alla zona della Coop raccoglie la partecipazione di un numero sempre maggiore di contradaioli

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CASTELFIORENTINO. Grande partecipazione e forte spirito d’appartenenza. Nonostante l’avventura verso il primo Palio di Castelfiorentino sia iniziata soltanto qualche mese fa, l’aria che si respira nella contrada Puppino è quella di un gruppo già molto affiatato. Nel territorio che si estende dalla “Porticciola” fino alla zona della Coop, sono circa 25 le persone che ad oggi “dirigono” la contrada, alle quali si aggiungono gli appassionati che partecipano alle varie iniziative.

«Rispetto all’inizio siamo quintuplicati - afferma il capitano Michele Cucchiara - c’è un grande coinvolgimento da parte della gente, sia giovani che meno giovani, tutti interessati a partecipare alle riunioni e agli incontri così come alle cene».

Grande attivismo tra i contradaioli: la prima cena è stata organizzata il 12 maggio a cui hanno preso parte circa cento persone, poi una seconda l’8 giugno in occasione del cambio di gestione del Circolo Puppino che ha visto la presenza di circa 40 persone, e lunedì scorso hanno partecipato altri trenta. «Siamo fortunati ad avere un ambiente come il nostro Circolo - continua Cucchiara - ottimo sia per le cene che per le riunioni, ma anche per trovarsi per un caffè e scambiare qualche chiacchiere, tutto serve a fare contrada. Tra l’altro il nostro territorio è grande, quindi è bello vedere che partecipano anche persone che non stanno proprio vicino al Circolo».

Le prove sono iniziate già da un pezzo, nel campetto da basket adiacente al Circolo, ed hanno rappresentato un altro momento importante per avvicinare le persone: «Tutti quelli che ci vedevano si fermavano divertiti e ciò è servito a far crescere l’interesse nella gente».

Tra i primi a presentare in Comune lo stemma e i colori della contrada, che è rappresentata dal rosso e dal blu, hanno anche già scritto e composto l’inno che li accompagnerà durante questa avventura. «La passione è tangibile, ma per fare tutto questo c’è voluto e ci vuole molto impegno - conclude il capitano - anche per curare gli aspetti folcloristici abbiamo dovuto trovare i fondi necessari».

Per autofinanziarsi tutto è partito dalle cene sociali: le risorse raccolte così sono servite per costruire le bandiere, la cui vendita ha garantito i fondi necessari per la creazione delle magliette. Insomma, una macchina organizzativa le cui fila sono tenute in mano dal capitano, da Fabio Volterrani, presidente in attesa della nomina ufficiale, dal tesoriere Stefano Bonfanti e da un gruppo di consiglieri.

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