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Polo del freddo per i gelati investimento da 20 milioni

Polo del freddo per i gelati investimento da 20 milioni

A realizzare il grande magazzino per Sammontana è la cooperativa Cft Si trova nell’area ex Zanussi, sarà in funzione a partire da gennaio 2013

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MONTELUPO. Un polo del freddo per immagazzinare i gelati Sammontana in attesa di essere caricati e distribuiti in tutta Italia. Una grande cella frigorifera di 23mila metri quadrati è in via di costruzione a poche centinaia di metri dallo stabilimento della famiglia Bagnoli. Che accoglierà anche il magazzino del discount Dico.

L’operazione. Siamo nell’ex area Zanussi in territorio di Montelupo ma sul confine con quello di Empoli dove la cooperativa fiorentina Cft ha fatto un investimento tra i 15 e i 20 milioni di euro. Un passo enorme per la coop di Novoli forte però di un accordo sottoscritto per 20 anni con la Sammontana.

La coop e l’intervento. La Cft, nata 30 anni fa dall’aggregazione dei facchini del mercato di piazza Ghiberti a Firenze, oggi ha 1.800 soci, una flotta da 1.600 mezzi da movimentazione, 75mila metri quadrati di magazzini e due sedi operative (una a Firenze l’altra a Livorno). L’investimento è stato fatto nell’ ex stabilimento della Zanussi , sulla statale Tosco Romagnola, dove la Cft aveva già da anni alcuni magazzini. L’area è stata completamente ristrutturata: il magazzino al coperto ammonta a 23mila metri quadrati, 160.000 metri cubi, 18 baie di carico (le aperture per caricare i camion). Nella superficie a disposizione si può immagazzinare fino a 29.000 pancali. La realizzazione del grande magazzino è ormai a buon punto e a fine estate sarà pronto. Seguirà la fase di messa a punto delle celle frigorifere e il successivo stoccaggio. A gennaio 2013 è prevista la partenza.

L’accordo. La Sammontana ha sottoscritto un contratto di durata ventennale con la Cft per la gestione e lo stoccaggio dei gelati in attesa della distribuzione. Un accordo «con un arco temporale correlato all’investimento fatto da Cft - spiega Leonardo Bagnoli, amministratore delegato dell’azienda - noi in sostanza abbiamo stabilito un legame molto lungo con un soggetto che riteniamo serio e affidabile». L’operazione di Sammontana ha la finalità di avere un unico grande magazzino e non più piccoli depositi sparsi in tutta la penisola come ha avuto finora. «Ci sarà un solo punto in Italia - spiega Leonardo Bagnoli - la movimentazione si concentrerà a Montelupo con l’obiettivo di avere un miglior mantenimento del prodotto. Avremo un maggior controllo delle temperature perché, tra l’altro, pagheremo noi l’energia elettrica e ci saranno anche nostri addetti a gestire le celle frigorifere». Vale a dire che i gelati saranno conservati secondo i criteri della casa produttrice in una fase in cui un grado in più o in meno è determinante per l’ottima conservazione del prodotto. La Cft dovrà provvedere anche alla preparazione dei carichi in partenza dalle 18 baie già realizzate nello stabilimento ex Zanussi. Da qui poi il via ai camion con i pancali dei gelati verso le filiali o i supermercati.

Posti di lavoro. In bassa stagione al deposito saranno impiegate 25 persone, qualche decina in più in estate. Ma se saranno fatte assunzioni ex novo è presto per dirlo. In caso che la crisi continui a farsi sentire, il polo del freddo di Montelupo servirà per ricollocare personale già in forza alla cooperativa.

Le reazioni. Nel circondario la notizia di questo importante investimento ha infuso speranza a tutto il tessuto economico. Come un segnale di ripresa in un territorio che, pur reggendo meglio di altri, ha subito pesantemente gli effetti della depressione economica. Non solo, come ha spiegato il nuovo presidente dell’Associazione industriali, Simone Campinoti, «c’è una seconda azienda importante del territorio che sta meditando un altro investimento importante». La Cgil, se pur soddisfatta, sottolinea però che «l’investimento della Cft tirerà ancora più fuori l’inadeguatezza delle nostre infrastrutture. Soprattutto d’estate la Fi-Pi-Li mostra le sue carenze. E meno male che è in via di rifacimento lo svincolo di Montelupo». Un po’ più delusi, invece, dall’altra parte della Statale: il fatto che il grande deposito sia stato costruito in un territorio diverso da quello della famosa azienda ha lasciato l’amaro in bocca agli amministratori empolesi.

Lucia Aterini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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