Il dolore
Unione dei Comuni entro fine anno
Trasformazione del Circondario: se accentrerà le attività potrà usufruire di fondi regionali
EMPOLI. Una gestione sempre più accentrata e unificata dei comuni che potrebbe tradursi, ad esempio, nell’istituzione di un unico corpo di polizia municipale con un solo Comandante per tutto l’Empolese Valdelsa. E’ in questa direzione che una commissione ad hoc e un team di tecnici appositamente scelti dal Circondario si stanno muovendo in questi giorni. L’obiettivo? Elaborare un nuovo statuto ed arrivare a costituire entro la fine dell’anno una unione di Comuni, così come la Regione ci chiede. Una legge regionale, per la precisione la 68 del 2011, impone infatti all’ente nato nel 1998 di completare il processo entro il prossimo 30 dicembre.
Se i Comuni dell’Empolese Valdelsa vorranno usufruire delle risorse messe in campo a questo scopo dalla Regione, circa 250mila euro, i tempi saranno poi ancora più stretti , entro il prossimo 30 settembre.
Ma quali sono quelle funzioni che passeranno materialmente dalle mani dei singoli comuni alla unione? Difficile ottenere una risposta chiara anche dagli addetti ai lavori che ieri si sono confrontati proprio su questo tema nella sede dell’Agenzia dello sviluppo dell’Empolese Valdelsa. La ragione di tanto smarrimento è che le normative che si sono susseguite negli ultimi anni sono tutt’altro che chiare. Relatori dell’incontro erano il sindaco di Gambassi con delega alle gestioni associate del Circondario Federico Campatelli, l’assessore regionale Riccardo Nencini, l’esperto di diritto costituzionale Massimo Rubechi e il funzionario regionale che ha lavorato alla stesura della legge 68/2011 Gigi Izzi. «Il Circondario – ha detto Izzi - è stato uno dei modelli che abbiamo preso maggiormente in considerazione al momento della stesura della legge. Il principio generale è che se ci sono più uffici che fanno la stessa devono esser sostituiti con uno solo per massimizzare efficienza e contenere i costi. Nel caso della polizia municipale, ad esempio, è provato che – a parità di risorse umane a disposizione - avere un solo comandante che gestisce tutto il personale migliora nettamente la qualità del servizio offerto e i cittadini percepiscono immediatamente questo cambiamento». Tra le possibili implicazioni dell’unione dei comuni è stata menzionata, ad esempio, l’introduzione di un bilancio unico per tutti gli undici comuni ma anche una inevitabile cessione di sovranità che riguarderebbe in misura ancora maggiore i comuni più piccoli (Gambassi e Montaione) che, avendo meno di 10mila abitanti, sarebbero meno rappresentati degli altri nel nuovo ente.
Veronica Potenza
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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