La protesta
Indagini sul lavoro nell’agenzia di viaggi
Per i carabinieri potrebbe aver commesso errori nella contabilizzazione di alcuni pacchetti turistici
FUCECCHIO. Vanessa potrebbe avere commesso errori nella contabilizzazione di alcuni pacchetti turistici per alcune migliaia di euro. Errori dai quali – sempre secondo quanto sarebbe emerso dalle indagini – non avrebbe tratto nessun vantaggio economico personale e che oltretutto non avrebbero danneggiato i clienti. Ma che potrebbero aver rappresentato nella testa della donna un macigno insopportabile, tanto da spingerla ad andarsene. I carabinieri della stazione di Fucecchio coordinati dal pm De Gregorio non escludono nessuna pista a priori. Le indagini proseguono a trecentossanta gradi, ma al momento – anche sulla base dei primi accertamenti – l’errore di contabilizzazione sarebbe considerato una delle concause del gesto di Vanessa.
I carabinieri stanno anche approfondendo l’inquadramento lavorativo della donna all’interno dell’agenzia Bei Viaggi, anche sulla base di quanto sostenuto dai familiari di Vanessa, secondo i quali «era socia dell’agenzia». Una versione smentita dalla titolare Beatrice Toschi, secondo la quale Vanessa, con cui lavorava già in un’altra agenzia, sempre a Lunata, prima dell’apertura della Bei Viaggi «era dipendente».
La famiglia Rosi ha inoltre consegnato il computer di Vanessa ai carabinieri di Fucecchio, che ne stanno analizzando il contenuto, nella speranza di trovare un segnale o una traccia utile a capire dove sia finita la donna e perché. Lo stesso tipo di operazione è stata inoltre effettuata sul pc dell’agenzia utilizzato da Vanessa.
Accertamenti approfonditi saranno effettuati anche sui tabulati telefonici. L’obiettivo è capire quali sono le ultime persone con cui Vanessa ha parlato al telefono. Se davvero – come sostiene il padre Moreni – nel tragitto tra l’abitazione di Pinete e il posto di lavoro – ha ricevuto una telefonata che in qualche modo l’ha spinta a mollare tutto e andarsene, cambiando percorso per raggiungere la stazione ferroviaria di Pescia, dove è stata ritrovata la Ypsilon. O se comunque c’è qualcuno al quale la 36enne può aver confidato la volontà di allontanarsi. Sempre che si tratti realmente di un allontanamento volontario. E anche questo è tutto da verificare. (f.t.)
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