Sicurezza
Non tutto è in crisi imprenditori attratti da agenzie e locali
In aumento anche le assicurazioni e le attività finanziarie Il territorio dove sono state chiuse più aziende è Certaldo
EMPOLI. Nel linguaggio comune e dei media la crisi è spesso definita finanziaria, ma a guardare i dati sulla demografia delle aziende sarebbe meglio definirla crisi dell'economia reale. Non è tanto il saldo finale delle aziende del circondario tra il 2010 e il 2011 a impressionare, quanto la situazione delle varie tipologie produttive. Se il primo delinea una situazione di relativa stabilità (nel 2011 sono risultate iscritte 31 aziende meno dell'anno precedente su un totale che sfiora le 20mila unità), il secondo elemento fotografa un andamento preoccupante. I settori, secondo i dati della Camera di commercio, che stanno soffrendo maggiormente la crisi sono proprio quelli legati alla produzione: l'edilizia, l'agricoltura, il commercio, il tessile. Mentre il rapporto tra aziende nate e morte è tenuto in piedi dalle imprese di servizi: ristorazione, attività immobiliari e finanziarie, assicurazioni, servizi per la persona.
Capraia e Limite. Il saldo è positivo con 42 aziende in più rispetto al 2010. A soffrire maggiormente sono la pelletteria, la produzione di mobili . Mentre crescono i settori della produzione in metallo, della ristorazione e dei servizi immobiliari.
Castelfiorentino. Il confronto tra 2010 e 2011 fa segnare un meno quindici attività. Il tessile perde una decina di aziende, l'edilizia quasi trenta. Il commercio, invece, tiene e crescono ristoranti e le attività immobiliari e legali.
Cerreto. Anche qui il saldo è negativo. Abbigliamento, legno e carta perdono unità. Stessa cosa succede in tutte le branche del commercio e nella ristorazione.
Certaldo. E' il comune che perde più aziende, ben 44. Le aziende agricole diminuiscono sensibilmente, così come il legno, la carta e il tessile. Decisamente negativa anche la situazione del commercio che perde oltre venti aziende.
Empoli. Cresce il numero di imprese, anche se non di molto, rispetto all'anno precedente. Riprende il tessile, con una decina di ditte in più, e tiene anche il commercio. Ma a crescere più di tutti sono i servizi finanziari, immobiliari e di consulenza: oltre 30 aziende in più.
Fucecchio. Il saldo è in attivo di due unità. La pelletteria sembra in salute (+7 aziende).
Gambassi. Crescono le aziende in questo comune, che è anche l'unico dove aumentano le aziende agricole rispetto al 2010. Stabili il tessile, la meccanica e anche il commercio. Incrementano anche ristoranti e sistemazioni turistiche.
Montaione. Qui il saldo è positivo anche se il settore agricolo soffre, così come la pelletteria. In attivo gli altri settori: in particolare il commercio, il trasporto e la ristorazione. Aumentano anche i servizi finanziari e di consulenza.
Montelupo. Perse tra 2010 e 2011 una decina di imprese. Male il tessile (-6), l'edilizia (- 15) e il commercio all'ingrosso (-2). Crescono quello al dettaglio (+9), la metallurgia (+4) e i servizi finanziari (+5).
Montespertoli. Saldo negativo di oltre trenta unità. Soffrono in particolare l'agricoltura, il tessile, la meccanica, l'edilizia e il commercio. Gli unici a tenere sono i servizi, dalle finanziarie alle immobiliarie.
Vinci. Anche qui il passivo è intorno alle 30 aziende. A perdere maggiormente sono il tessile (-17) e il commercio (-15).
Marco Pagli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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