Il Tirreno

Empoli

Sempre fitto il mistero di Vanessa La famiglia: «È un incubo, torna»

di Francesco Turchi
Sempre fitto il mistero di Vanessa La famiglia: «È un incubo, torna»

Secondo il compagno potrebbe trattarsi di un allontanamento volontario dovuto allo stress ma intanto i carabinieri indagano: nel mirino il traffico telefonico sulla sim della donna

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FUCECCHIO. «Vanessa, siamo tutti disperati. Torna da noi. Qualsiasi cosa sia successa la risolviamo insieme. Siamo tutti disperati». Parole dettate da un cuore spezzato e da una mente che da cinque giorni ha un chiodo fisso. Fabrizio Panattoni è il compagno di Vanessa Rosi, la 36enne di Pinete scomparsa nel nulla. È uscita di casa martedì mattina per andare a lavorare, nell’agenzia Bei Viaggi di Lunata di cui è socia. Dove non è mai arrivata. Un vicino di casa l’ha incrociata e l’ha vista andare verso Altopascio. È l’ultimo ad averla vista.

Da allora il suo cellulare è spento, il conto corrente immobile. E l’ansia cresce. I familiari l’hanno cercata dappertutto. Ed è stato proprio il compagno, giovedì mattina, a ritrovare la Lancia Ypsilone nera di Vanessa in un parcheggio vicino alla stazione ferroviaria di Pescia. Nessun segno particolare sull’auto, che era chiusa a chiave. E intanto i carabinieri di Fucecchio proseguono le indagini senza sosta. Il telefonino non è più stato riacceso, ma gli accertamenti proseguono, con la speranza di trovare una traccia, di cogliere un segnale rassicurante, magari anche attraverso l’esame del traffico telefonico sulla sim di Vanessa, che potrebbe essere autorizzato già nelle prossime ore. Per il momento la pista più battuta è quella dell’allontanamento volontario, forse causato da uno stress eccessivo. Ma l’angoscia cresce con il passare dei giorni: «L’idea che mi sono fatto – racconta il compagno – è che Vanessa abbia preso questa decisione per paure e pensieri legati al lavoro. Forse aveva qualcosa dento che la turbava e che non è riuscita a buttare fuori, a confidarci». Vanessa abita insieme a fabrizio in via della Bigattiera, proprio accanto ai suoi genitori: «Non abbiamo avuto alcun problema – spiega ancora il compagno, provato da una settimana orribile – quindi questo fa pensare che la causa scatenante sia il lavoro». Anche se dall’agenzia di Lunata nei giorni scorsi i colleghi avevano sottolineato di essere «sconvolti perché Vanessa non aveva lanciato nessun segnale che potesse far pensare alla volontà di cambiare la propria vita».

Insomma, nessuno tra coloro che la conoscono e le vogliono bene riesce a dare una spiegazione alla scomparsa di Vanessa, che è uscita di casa con un paio di scarpe a tacco alto, una maglietta nera e pantaloni di jeans. E una borsetta, con poche cose all’interno: niente soldi, niente valigia. Nient’altro. Da allora è iniziato l’inferno per tutti coloro che la conoscono: «Vanessa, torna da noi», ripete Fabrizio, stremato: «Io, i tuoi genitori, gli amici, siamo tutti qui ad aspettarti. In questi giorni ti ho cercata dappertutto, mi sembra di vivere in un incubo. Qualunque sia il problema, lo risolveremo insieme. Fatti almeno sentire».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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