Attenzione
Cinque big del circondario sognano il Parlamento
In corsa tre sindaci, un consigliere regionale e la vicepresidente della Provincia Il segretario Barnini invece punta a prendere il posto di Cappelli in municipio
EMPOLI. Sul palco si gioca a nascondino, ma dietro le quinte sono iniziate le grandi manovre. Non si conoscono ancora regole e tempi, ma ormai tutto fa pensare che la corsa al Parlamento passerà dalle primarie. E in casa Pd c’è fermento. Il segretario della Federazione dell’Empolese Valdelsa, Brenda Barnini ha iniziato i colloqui informali coi segretari della zona, per raccogliere gli umori e capire gli orientamenti. Al di là di quelle che possono essere le dichiarazioni di rito, ci sono già cinque nomi in ballo. Un pokerissimo di big del circondario pronti a giocarsi le proprie carte per prendere il posto di Alberto Fluvi, che lascerà Montecitorio a fine legislatura. Chi vincerà le primarie da queste parti, che si vada poi a votare con l’attuale “Porcellum” o con un nuovo sistema elettorale, avrà la poltrona praticamente garantita.
Empolese e Valdelsa. Al momento è difficile parlare di candidati forti, perché la situazione è molto fluida e soltanto più avanti si capirà quali saranno le “alleanze” all’interno del partito, talvolta legate anche alle caratteristiche geografiche del circondario. Secondo le vecchie logiche, dopo un deputato dell’Empolese (Fluvi), dovrebbe toccare a uno della Valdelsa. Ma questo tipo di alternanza, un po’ come le decisioni calate dall’alto e le designazioni a tavolino, ultimamente non vanno molto di moda. Quindi non è detto che ci siano veti geografici. Probabilmente comunque il gruppo sarà scremato: difficile pensare a una corsa a cinque.
Sogno romano. Sembrano esserci ormai pochi dubbi sul trio di punta: Laura Cantini, Dario Parrini e Vittorio Bugli, con la prima in pole-position. L’ex sindaco di Castello e attuale vicepresidente della Provincia, porterebbe in dote un ottimo seguito dalla Valdelsa (nel 2004 fu rieletta con l’81% dei consensi) e potrebbe essere supportata da buona parte dell’apparato. È una donna, e questo potrebbe giocare a suo favore vista l’attenzione per le “quote rosa”, ma non sarebbe l’emblema del rinnovamento tanto caro ai renziani, vista la sua lunga carriera amministrativa.
L’ex sindaco. Quello della militanza di un lungo corso potrebbe essere un punto a sfavore anche per il consigliere regionale Vittorio Bugli. Ma la politica non si fa soltanto con la carta d’identità: l’esperienza può essere una risorsa e la preparazione conta più dell’età. Su questo Bugli, già sindaco di Empoli per due legislature non ha nulla da invidiare agli altri eventuali contendenti. Ci sarà da capire però anche se il Pd dell’Empolese Valdelsa vorrà privarsi del ruolo di capogruppo in consiglio regionale.
Il giovane. Dalla terra di Leonardo alla Capitale. Dario Parrini, il più renziano dei cinque in lizza (anche se le etichette non gli piacciono) ci proverà. Dalla sua oltre alla giovane età (39 anni) e una buona “popolarità” anche al di fuori di Vinci. L’ago della bilancia potrebbe essere rappresentato dai democratici empolesi: per vincere deve conquistarne una buona fetta.
Gli outsider. Ma ci sono altri due sindaci che stanno accarezzando in cuor loro l’idea di entrare in Parlamento dalla porta principale. Rossana Mori, sindaco di Montelupo, che trova ampi apprezzamenti all’interno del partito per il suo operato da prima cittadina. Un po’ come Andrea Campinoti, sindaco di Certaldo, che sta conquistando una buona visibilità anche al di fuori del suo territorio, soprattutto in qualità di presidente dell’associazione contro le mafie Avviso Pubblico.
Barnini out. Sono in discesa invece – esclusivamente per sua volontà – le quotazioni del segretario della Federazione, Brenda Barnini, che fino a qualche mese fa sembrava destinata ad essere protagonista delle primarie. Probabilmente non sarà della partita, perché preferisce restare a Empoli e giocarsi la prossima corsa alla poltrona di sindaco, al posto di Luciana Cappelli: una sfida che si preannuncia non semplice per il Partito Democratico e che necessiterà del massimo sforzo politico.
I nodi. Nelle prossime settimane dovranno essere chiarite le regole. Prima di tutto le primarie devono essere ufficializzate. Poi ci sarà da capire le modalità: saranno libere, come lo sono state finora, o “azzoppate”, cioè aperte soltanto a chi si sarà precedentemente iscritto all’albo degli elettori? I vertici del partito dovranno inoltre decidere se sarà fatto un “primarie-Day”, con la scelta dei candidati al Parlamento insieme a quella per il premier, oppure se si opterà per due date distinte. Un’altra variabile è rappresentata dalle modalità di presentazione della candidatura. Tutte scelte che potrebbero anche modificare il quadro dei concorrenti.
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