Sicurezza
Studenti insoddisfatti del proprio fisico
I risultati di un’indagine dell’Asl su 634 ragazzi in relazione ai disturbi dei comportamenti alimentari
EMPOLI. Tra i 20 e i 30 ragazzi sono a rischio bulimia o anoressia su un campione di oltre 600. E sono le ragazze a poter essere più colpite da questo problema. Resi noti i risultati dell'indagine sui disturbi del comportamento alimentare su 634 studenti delle scuole medie superiori dell'Empolese-Valdelsa, condotta dall'educazione alla salute del dipartimento prevenzione dell'Asl 11 con il servizio per la cura dei disturbi dell'alimentazione situato alla Casa della salute S. Andrea.
«Lo studio dei fattori di rischio nell'insorgenza di un disturbo del comportamento alimentare – spiega l’Asl 11 - ricopre un'importanza fondamentale per l'elaborazione e la messa in atto di interventi per evitare che un temporaneo disagio possa trasformarsi in una vera e propria patologia. I disturbi del comportamento alimentare, infatti, non devono essere sottostimati per la loro gravità, poiché presentano una frequenza elevata di comorbilità psichiatrica e di complicanze mediche, nonché una notevole tendenza alla cronicizzazione e alle recidive».
L'indagine è stata condotta su un campione di 293 femmine e 341 maschi frequentanti, nell'anno di somministrazione del questionario, le classi prime degli istituti Enriques (indirizzo alberghiero e di ristorazione) di Castelfiorentino, Ferraris-Brunelleschi di Empoli, liceo artistico Virgilio di Empoli e il liceo psico-socio-pedagogico Carducci di San Miniato. Il questionario è composto da 91 domande suddivise in 12 scale: tre scale di rischio di disturbo alimentare (impulso alla magrezza, bulimia, insoddisfazione per il corpo) e nove scale psicologiche (bassa autostima, alienazione personale, insicurezza e alienazione interpersonale, deficit interocettivi, disregolazione emotiva, perfezionismo, ascetismo, paura della maturità). E' risultato che il rischio di sviluppare un disturbo alimentare è pari al 3,9% sul campione totale e oscilla tra il 6,8% nelle femmine e l'1,5% nei maschi.
Le femmine, nello specifico, sono più a rischio rispetto ai coetanei maschi di sviluppare disturbi alimentari. L'insoddisfazione per il proprio aspetto fisico e la presenza di comportamenti di iperalimentazione incontrollata (episodi bulimici) sembrano essere i principali fattori di rischio per lo sviluppo di un disturbo alimentare, insieme ad una scarsa valutazione di sé e alla percezione di una scarsa efficacia interpersonale.
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