Sicurezza
Contro i piccioni grano con medicina che li sterilizza
L’amministrazione tenta la carta del mangime trattato che sarà distribuito nelle zone più popolate dai volatili
MONTELUPO. La massiccia presenza di piccioni può rappresentare un problema per le città in termini di incremento della sporcizia, danni al patrimonio pubblico e carenze igienico sanitarie. A Montelupo le colonie più importanti di volatili si trovano dove si trovano palazzi storici o edifici dismessi. Particolarmente problematica da questo punto di vista è la zona vicina alla ex Fanciullacci.
Sono numerosi i cittadini che a più riprese hanno chiesto all’amministrazione di trovare una soluzione. Cosa di per sé non semplice perché ci sono aspetti normativi, pratici e di tutela degli animali e dell’ambiente che devono essere considerati. Senza contare che alcune soluzioni come l’abbattimento con armi da fuoco, la soppressione o l’uso di repellenti chimici presentano anche questioni di ordine etico.
La soluzione che sarà sperimentata in collaborazione con l’azienda Acme, è del tutto innocua per gli animali, per l’ambiente e soprattutto per la popolazione e prevede il controllo farmacologico della riproduzione, somministrando ai piccioni sostanze con effetto antifecondativo.
Infatti le colonie di questi volatili sono tanto numerose in relazione alla loro elevata capacità riproduttiva. L’obiettivo per il primo anno è di azzerare le nuove nascite e per gli anni successivi di controllarne il numero.
In pratica ai volatili sarà somministrata una sostanza la Nicarbazina che li rende temporaneamente sterili. Il farmaco è stato autorizzato nel 2002 dal ministero della Sanità che ne ha preventivamente testato sicurezza ed efficacia.
«Abbiamo speso risorse per la riqualificazione del nostro centro storico e diventa per noi fondamentale agire sulla riduzione dei piccioni per migliorane la vivibilità - spiega il sindaco Rossana Mori - la tecnica che abbiamo scelto è già stata sperimentata in molte altre città con ottimi risultati. Oltre all’amministrazione si sono interessate al progetto anche alcune aziende private che si trovano nella zona industriale delle Pratella».
Somministrando la nicarbazina per una settimana la fertilità viene soppressa. L’esame clinico ha dimostrato l’assoluta atossicità di tale principio attivo che non ha effetti collaterali né sugli animali, né su altre specie. Il trattamento non rende sterili i piccioni in via definitiva.
Nel primo anno di trattamento la colonia non deve crescere, negli anni successivo si prevede una diminuzione progressiva del numero. Preliminarmente deve essere effettuato un censimento delle colonie presenti sul territorio.
La sostanza sarà somministrata tramite granturco. Le dosi di granturco saranno sparse in alcuni punti critici della città. Nella zona della ex Fanciullacci tramite delle apposite macchinette dotate di timer, mentre nella zona del Museo della Ceramica e in largo Manises il granturco sarà sparso manualmente da volontari dell’Auser.
La distribuzione avviene alle prime luci del mattino, per 6 giorni a settimana . In poco tempo i piccioni beccheranno il mangime trattato; è tuttavia fondamentale per la riuscita del progetto che le persone non lo spazzino o lo buttino via.
L’amministrazione comunale ha stanziato 5000 euro.
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