Lutto
Spendi troppi soldi? Il Fisco vuole spiegazioni
Agenzia delle Entrate a caccia di dati contraddittori nelle dichiarazioni dei redditi In arrivo almeno un migliaio di avvisi ai contribuenti dell’Empolese Valdelsa
EMPOLI. Caro contribuente, come hai fatto a comprarti l’automobile, pagarti l’assicurazione, andartene in vacanza, con un reddito del genere? Forse è meglio se rifai due conti e controlli se hai... compilato correttamente la tua dichiarazione. Anche perché altrimenti lo faremo noi. È più o meno questo il contenuto delle lettere firmate dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, che nei prossimi giorni saranno recapitate ad almeno un migliaio di contribuenti dell’Empolese Valdelsa, nell’ambito di un’ampia “campagna di persuasione” già sperimentata un anno fa, quando grazie alle “sole” cinquantamila lettere inviate in tutta Italia (rispetto alle trecentomila di questi giorni), il Fisco aveva recuperato 180 milioni di euro di imponibile. Nel mirino. Non è un accertamento, non è una multa. Piuttosto è un avviso bonario, attraverso il quale il Fisco spera di convincere i possibili evasori a mettersi in regola. Le lettere partite da Roma sono destinate a tutti quei soggetti che risiedono negli undici comuni dell’Empolese Valdelsa per i quali la comparazione fra le dichiarazioni 2011 (relative quindi al 2010), attraverso il 730 o il modello Unico e le informazioni presenti nelle banche dati dell’amministrazione finanziaria risultano alcune spese apparentemente non compatibili con i redditi dichiarati.
Occhio alla spesa. Il preavviso scatta quando i costi sostenuti per l’acquisto di beni che indicano un certo tenore di vita superano il 20% del reddito dichiarato. Dunque, basta fare la proporzione e si capisce che nella lista dei sospetti non ci finiscono soltanto i falsi poveri che vanno in giro con il suv. Se il reddito dichiarato è di ventimila euro, per far scattare l’allarme del Fisco, basta aver speso più di quattromila euro per polizze assicurative, opere d’arte, viaggi all’estero, iscrizioni a circoli esclusivi. Ma anche per l’acquisto di un’auto o di una moto, di titoli o azioni. Così come possono finire nel mirino anche le rette scolastiche o il pagamento di contributi previdenziali.
Case sospette. La lunga lista di possibili acquisti sospetti, allegato alla lettera inviata dall’Agenzia, comprende anche la casa o un qualsiasi altro fabbricato. Ma non è chiaro se in questa prima fase saranno effettivamente inseriti tra i destinatari della comunicazione, anche perché in quel caso ci sarebbe posta dall’Agenzia per tutti i contribuenti del circondario che hanno acquistato un immobile nel corso del 2010.
Attenti agli errori. Il prospetto allegato alla lettera può contenere delle inesattezze relative alle spese sostenute nell’anno in questione. In quel caso il contribuente deve fare una segnalazione via mail oppure utilizzando gli altri canali indicati nel documento.
La calcolatrice. Se effettivamente la somma delle spese rilevanti sostenute nel 2010, superano il 20% del reddito, il contribuente dovrà dimostrare che le spese extra sono state finanziate con redditi diversi da quelli posseduti nel 2010: risparmi familiari, finanziamenti, vendite di altri cespiti. Quindi diventa fondamentale la conservazione dei documenti in grado di supportare la “linea difensiva”.
Cosa fare. Il preavviso «ha finalità - si legge nel documento – esclusivamente informative» e di conseguenza non necessita di una risposta. Il contribuente può fornire dei chiarimenti. Se non saranno ritenuti soddisfacenti, l’Agenzia delle Entrate attiverà la procedura di accertamento con adesione. A quel punto il cittadino potrà fare valere le sue ragioni, supportate magari da prove di finanziamenti o di donazioni. Nel caso non si trovi un “accordo” con il contribuente, l’Agenzia emetterà l’atto di accertamento.
L’invito. Nella lettera l’Agenzia “suggerisce” al contribuente di considerare attentamente la comunicazione stessa anche e soprattutto ai fini della dichiarazione dell’anno fiscale 2011 (Unico 2012), valutando attentamente la compatibilità delle spese effettuate con il reddito complessivo da dichiarare. Altrimenti tra due anni il cittadino riceverà nuovamente posta dalla direzione dell’Agenzia delle entrate.
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