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Pontorme, un borgo che val bene una visita
EMPOLI. «Mentre Leonardo e Michelangelo portavano la pittura a inarrivabili altezze ebbe i natali in questa terra Jacopo Carrucci detto il Pontormo (1494-1556) solitario tormentato incontentabile nei...
EMPOLI. «Mentre Leonardo e Michelangelo portavano la pittura a inarrivabili altezze ebbe i natali in questa terra Jacopo Carrucci detto il Pontormo (1494-1556) solitario tormentato incontentabile nei suoi dipinti seppe dire una parola nuova la cui dolente originalità sempre più è cara e fraterna allo spirito dei moderni». Una lapide datata 1957, con un'epigrafe firmata da Emilio Cecchi, murata sulla casa posta all'altezza del numero 97 di via Pontorme, ci ricorda che siamo in presenza di una delle case della Memoria più significative e importanti in tutta la provincia fiorentina. Qui ebbe dunque dimora nientemeno che Jacopo Carrucci.
La casa del grande artista fu acquistata dal comune di Empoli nel 1994, in occasione del quinto centenario della nascita. Da allora, il lungo percorso per restituirla alla cittadinanza, e nel 2006, nel 450esimo anniversario della morte, l'inaugurazione con l'apertura al pubblico. Oggi è un luogo magnifico, assolutamente da visitare, nel quale si respira l'intimità del mondo tormentato di Jacopo e si rivivono le atmosfere che così profondamente hanno influenzato la sua pittura. Stuzzicati dalle riproduzioni facsimilari che abbiamo ammirato nella casa museo, relative ai disegni preparatori dell'opera, basta fare due passi per trovarsi di fronte uno dei suoi capolavori, nella vicina chiesa di San Michele. Parliamo della magnifica pala d'altare raffigurante San Michele Arcangelo e San Giovanni Evangelista. Insomma, Pontorme è un borgo che val bene una visita. Da turisti con sete di cultura.
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