Sicurezza
Il calcio arrivò a Fucecchio con Acqua
Tra i primi giocatori anche Sestilio, padre di Indro Montanelli
FUCECCHIO. Lo chiamavano Acqua. In realtà, si chiamava Ugo Tonini. Alla fine dell'Ottocento era emigrato in Cile, partendo da Galleno. Era andato in cerca di fortuna. Si racconta che non la trovasse e, deluso, tornasse a Galleno, nel 1907, portando un pallone di cuoio. Quel pallone che mise a disposizione di amici e conoscenti per partite improvvisate, nel Piazzale (ora piazza XX settembre). Suoi compagni erano il padre di Indro Montanelli, Sestilio, Emilio Bricoli, Alberto Doddoli, Emilio Lotti, Guido Morelli e Gaetano Pacchi. Ogni volta, alla fine, dicevano: «Bisogna fare una squadra». C'era gente che ci sapeva fare. A cominciare da Acqua. Ma non ci riuscirono. La squadra nacque, invece, sette anni dopo, grazie a Livio Mannini e ai fratelli Frediani, Stefano e Galileo, conosciuti come Nene e Nino, anche loro emigrati in cerca di fortuna (in Argentina) e rientrati delusi. Nome della squadra: Vigor, lo stesso della società sportiva, nata nel 1903 per la ginnastica. Coinvolsero Giuseppe Chelini, Egisto Lotti, Stefano Costagli, Renato Lotti, detto Moschino, Ardelio Mariotti, Francesco Bertoncini, detto Bettordino, Adone e Marcello Morelli. Gente che avrebbe occupato posti importanti. Medici, avvocati, ingegneri, imprenditori, commercianti. Presidente l'avvocato Banti e segretario Ido Lotti. La manovalanza sulle spalle di Ernesto Chiari. Campo di calcio: il Piazzale. Non c'era altro. La prima e la seconda partita furono un disastro. La prima, contro una squadra di marinai, fini 7-1. La seconda, avversari i bersaglieri, 5-1. Ma, di lì a poco, la Vigor si sarebbe rifatta. (r.c.)
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