Sicurezza
Sgominata la banda delle rapine arrestato anche il quarto uomo
L’ultimo a finire in trappola è il figlio di uno dei tre siciliani già nel mirino degli inquirenti Come il padre avrebbe ricoperto il ruolo di autista durante i colpi messi a segno a Fucecchio e Cerreto
EMPOLI. Almeno 8 rapine tra Empoli, Fucecchio, Cerreto Guidi, Montecatini e Monsummano. Tutte messe a segno con modalità simili: due gli uomini che entravano con una pistola ripetendo sempre la stessa frase: «Dacci i soldi altrimenti ti spariamo a una gamba». E l’arma che poi, come è stato scoperto, era giocattolo.
I carabinieri e la polizia da tempo erano sulle tracce di tre dei presunti autori e non avevano ancora elementi rispetto alla serialità. Nei giorni scorsi, invece, hanno chiuso il cerchio sulle rapine e sul coinvolgimento di un quarto uomo, figlio di uno dei tre. Di conseguenza sono state emesse 4 ordinanze di custodia cautelare in carcere per altrettante persone di origine catanese da tempo nella zona, con l’accusa di rapina continuata in concorso. Si tratta di Davide Costa, 34 anni, Carmelo Tambone, 39 anni, entrambi già detenuti per reati simili. In manette sono finiti anche padre e figlio, Massimiliano Giuseppe Vezzosi, 40 anni, di Lamporecchio, e Giuseppe, 21 anni, di Ponte Buggianese.
Era una vera e propria banda che nella nostra zona avrebbe compiuto rapine seriali, almeno sei, tutte con le stesse caratteristiche. Tutte, tra l’altro precedute dal furto di una macchina il giorno prima della rapina. Dagli inizi di gennaio a metà febbraio avrebbero colpito, il 13 gennaio, la farmacia “Amenta” a Empoli, il 21 gennaio il bar “Il ponte” a Marcignana, il 31 gennaio il bar “Due strade” a Santa Maria a Empoli (dove il titolare venne anche ferito), il 3 febbraio la tabaccheria Paradiso a Fucecchio, il 17 il distributore Esso a Fucecchio e infine a Stabbia di Cerreto Guidi il supermercato Meta il 18 febbraio. In più alcuni del gruppo avrebbero fatto altre due rapine dalla parte di Montecatini.
L'indagine è stata affidata al pm Leopoldo De Gregorio. Fin dall’inizio delle indagini, a quanto è stato spiegato, sono stati raccolti elementi contro Costa, che è stato domiciliato anche a Empoli, e Tambone. Mancava, però, l’autista. Le indagini hanno portato nella direzione di Vezzosi che all’inizio di febbraio è stato controllato dai carabinieri. Venne trovato alla guida senza assicurazione e senza patente. Da qui il sequestro del suo mezzo. Allora, a questo punto, la banda sarebbe stata costretta a cambiare autista e avrebbe reclutato il figlio di Vezzosi. A quanto è stato ricostruito dalle indagine, Giuseppe Vezzosi avrebbe partecipato alle rapine del 17 e del 18 febbraio.
Tra l’altro a casa Vezzosi i carabinieri hanno trovato anche alcune pistole giocattolo prive del tappo rosso e alcuni passamontagna.
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