Il Tirreno

Empoli

Dichiarazioni Isee fasulle incastrati quaranta “furbetti”

Avevano ottenuto esenzione dai ticket, contributi per pagare l’affitto e sconti sulla mensa scolastica ma soltanto perché si erano dimenticati di denunciare proprietà e reddito complessivo familiare

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CASTELFIORENTINO. Chiedevano contributi per l’affitto, agevolazioni per il pagamento delle mense scolastiche, esenzioni sui ticket sanitari ma avevano un sacco di soldi, o comunque molti più di quelli che secondo la legge consentono di accedere alle prestazioni sociali riservate a chi fa davvero fatica a fare quadrare il bilancio familiare. Sono quaranta i finti poveri che la Guardia di Finanza ha incastrato al termine di settimane di verifiche in tutto il territorio provinciale. Di questi più della metà (28) sono dell’Empolese Valdelsa.

I furbetti dell’Isee. Qualcuno li ha già ribattezzati i furbetti dell’Isee, perché per accedere a soldi e vantaggi vari presentavano dichiarazioni fasulle, nel senso che dimenticavano di riportare i redditi di tutti i componenti del nucleo familiare oppure nascondevano il proprio più o meno completamente.Tra i furbi c’era chi - come un imprenditore edile - per accedere alle agevolazioni concesse dal Comune ad integrazione del canone di locazione aveva omesso di indicare redditi e patrimonio mobiliare per oltre 65mila euro; oppure chi - come un falegname di Castelfiorentino - che non pagava il ticket sanitario avendo nascosto dalla dichiarazione Isee redditi per oltre 67mila euro; e poi c’era anche un quarantenne castellano che, sebbene ufficialmente nullafacente, in realtà poteva contare su un reddito di 941mila euro frutto di sue attività finanziarie, e ciò nonostante aveva presentato al Comune la richiesta di sussidi per l’asilo nido del figlio e agevolazioni per il pagamento della Tia.

Irregolari 3 su 4. I controlli effettuati dalle Fiamme Gialle sono stati - a partire da gennaio - 54: tre su quattro hanno fatto emergere irregolarità nella presentazione dell'apposita domanda per accedere alle prestazioni sociali agevolate. Le principali irregolarità riscontrate dagli inquirenti riguardano l’omessa indicazione di componenti facenti parte del nucleo familiare, percettori di reddito, nonché la mancata indicazione di beni mobili e immobili per un ammontare complessivo di oltre un milione e 240mila euro.

Gli aiuti rubati. La tipologia delle agevolazioni richieste in maniera indebita riguarda in 23 casi contributi per l’affitto, in 10 lo sconto sulle mense scolastiche, 4 borse di studio, 3 ticket sanitari.

Le indagini. I controlli, che hanno preso avvio a seguito delle agevolazioni richieste da varie persone ai Comuni e all’Asl 11, si sono concretizzati nella verifica della veridicità di quanto indicato nelle dichiarazioni sostitutive uniche. In tutti i casi è stato ricalcolato il valore Isee con i reali valori reddituali dei soggetti al fine di accertare il diritto a fruire del beneficio richiesto nella medesima misura. Nei casi in cui i reali redditi sono risultati tali da non poter avere diritto alle agevolazioni, si è proceduto a informare l’ente erogatore per bloccare l'erogazione del contributo, per instaurare le pratiche per il rimborso di quanto dovuto illecitamente e irrogare le relative sanzioni amministrative.

Le sanzioni. Non avendo nessuno dei soggetti usufruito di prestazioni sociali agevolate di importo complessivo superiore a quattromila euro, non è scattata la denuncia penale ma solo una sanzione amministrativa, che va da un minimo di un minimo di 5.164 euro a un massimo di 25.822 euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web