Il dolore
Città in tilt per le piste ciclabili
Protestano i commercianti per la chiusura di una parte di piazza Vittoria, code dal ponte sull’Arno
EMPOLI. La pista ciclabile, sì va bene. Ma bisogna vedere come e dove viene collocata. In piazza della Vittoria e via Tinto da Battifolle la sistemazione è decisamente infelice. A sostenerlo sono i commercianti che si affacciano sul versante della piazza dove ora è stato vietato il transito (per capirsi lato bar Vinegar).
La pista, la prima realizzata tra quelle previste per quest’anno, arriva dal ponte nuovo. Entra in via Pievano Rolando, poi in via Tinto da Battifolle sulla parte destra. All’altezza dell’ex cinema Cristallo si interrompe sulle strisce pedonali. E riparte sul lato opposto, di fronte al bar (sempre Cristallo). Il montaggio, con speciali piloni di cemento per proteggere i ciclisti, è avvenuto l’altro pomeriggio. Ieri mattina è scattata la protesta.
Con la pista semivuota nei due sensi (perché ancora i ciclisti non la conoscono) da una parte c’era chi (gli automobilisti) metteva in evidenza il disagio per le code. E dall’altra chi (i commercianti) segnalava le difficoltà legate al cambiamento di viabilità con l’interdizione al traffico in una parte della piazza. Insomma il palcoscenico all’ombra della statua della Vittoria era abbastanza animato.
Tanti i commenti anche su Facebook riguardo al fatto che «si è creato un intasamento con la modifica alla fine di via Tinto da Battifolle. Non si può andare più verso via Rosselli, bisogna fare il giro di tutta la piazza e questo provoca un grosso rallentamento». Gli automobilisti raccontano di «15 minuti impiegati dal ponte fino alla piazza». I commercianti hanno integrato le lamentele. «Stamani (ieri mattina ndr) tutti i miei clienti hanno avuto un ritardo di 20 minuti», spiega Alessandro Baviello che ha un negozio di acconciature in piazza. E lui stesso afferma di aver impiegato, ieri mattina alle otto, 15 minuti per arrivare al negozio dal ponte sull’Arno.
Poi le polemiche sono venute fuori per la creazione di un’area pedonale dove prima si svoltava per via Fratelli Rosselli. «Almeno l’amministrazione comunale - spiega Sauro Santoni anche lui parrucchiere - poteva fare una prova e consultare anche la nostra categoria». Dello stesso avviso anche Giulio Feri, titolare di Yogurino e Giovanni Nencioni del bar Vinegar.
«Il problema adesso è - spiega Roberta Giovannini del negozio Arredamento Giovannini - che non ci sono posti per lo scarico e carico della merce. Impedendo il traffico in questa parte di piazza, rimane solo un posto all’inizio di via Rosselli che però è sempre occupato. Come facciamo noi quando arrivano i nostri fornitori? ».
In sostanza quel pezzettino di strada veniva usato come parcheggio temporaneo per scarico e carico e anche come posteggio volante dei clienti dei vari negozi. E i commercianti temono che questo significhi meno gente nei loro negozi
«Non critichiamo la scelta delle piste ciclabili - spiega la dottoressa Lucia Bizzarri della farmacia sull’angolo tra la piazza e via Tinto da Battifolle - ma il luogo in cui è stata pensata, era obbligatorio farla qui? E perché chiudere questo pezzo di strada?». Ai commercianti la pista «sembra ubicata male perché la strada su cui è stata realizzata è troppo importante per la città». «perché non hanno pensato - spiega Nencioni del Vinegar - a un tracciato all’interno del centro. Poteva essere un modo per vivacizzarlo». E, come carta da giocare nei prossimi giorni, i commercianti lanciano l’idea di una petizione per convincere l’amministrazione a rivedere la dislocazione della pista.
Lucia Aterini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
