Attenzione
La giostra stravolta di Franca Bellucci
Poesia importante che tocca impegno civile e sentimenti personali
FUCECCHIO. Non è poesia facile, quella di Franca Bellucci, ma importante. Così importante da porla al vertici. Ne dà prova anche in “La Giostra stravolta”, raccolta uscita dall'editore Manni, nella collana “Occasioni”, curata da Anna Grazia D'Oria.
Qualcuno la definisce poesia civile. Ma lo ritengo riduttivo, il giudizio, dal momento che spazia. Va oltre. Non trascura la memoria. Investe anche i sentimenti personali. Così in “Barche” «A notte fonda infine/ ammainati i colori dell'iride/ negli occhi/ e i brusii della vita/ alle orecchie/ lascia che accosto a te io mi rannicchi./ Tu già dormi/ nel tepore di covo». E ancora: «Ch'io m'adatti al tuo corpo come barca/ pigramente oscillante al tuo respiro/ ritrovando al tuo tocco le ginocchia/ e le spalle ed il seno». Non meno significativa, in questo senso, “Madre”. Certo, l'impegno emerge. Si sente, prepotente, in numerose poesie. Come in “Città aperte” o “Rinascita 1944” o “Veglia sui lavoratori”.
La raccolta è divisa in sezioni, ognuna preceduta da citazioni dotte e comprendente tre poesie. Stanchezza. Il Sassoscritto. Potenza natura. Lavoro. Cittadinanza. Madre. Mondo. Dono ambiguo. Approdi. Aggiustando la giostra nella sfida a Ulisse. A chiudere, il compendio Giostragrafia. Dove annota, tra l'altro: «Cantastorie: nostalgie di gioventù? Certo, una costante italiana, anche se con mezzi cambiati nel tempo. Giostra di musica e cigolio. Giostra di colori».
Franca Bellucci, empolese, ha insegnato al liceo classico. Ama la poesia, la storia. E desidera «contribuire al riscatto della donna in generale». (r.c.)
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