Il Tirreno

Empoli

Attentato incendiario a una pizzeria

di Francesco Turchi
Attentato incendiario a una pizzeria

Una bottiglia col liquido infiammabile lanciata di notte nel magazzino. I proprietari: «Non abbiamo ricevuto minacce»

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CASTELFIORENTINO. Hanno sfondato il vetro del magazzino della pizzeria “Di là da i’ ponte” di Castelfiorentino a colpi di piccone. E poi hanno gettato all’interno del locale una bottiglia incendiaria. Con l’intento evidente di distruggere la vita di un’intera famiglia. Il piano è andato in fumo per puro caso. Ma la ferita nel cuore dei Veridiani, resta. Probabilmente si tratta di una vendetta o comunque di un atto intimidatorio. Esclusa, almeno per ora, la pista del racket delle estorsioni.

Brusco risveglio. Ieri mattina, intorno alle 7.30, Fiorenzo Veridiani, insieme alla moglie, è arrivato in via Duca D’Aosta per aprire l’attività. Ma si è ritrovato di fronte a un incubo: il vetro sfondato, il magazzino completamente invaso dalla fuliggine. Migliaia di euro di prodotti alimentari e bibite da buttare. Non gli è rimasto altro che chiamare i carabinieri. Che hanno sequestrato il piccone, abbandonato accanto alla porta e la bottiglia utilizzata nel tentativo di appiccare l’incendio: all’interno c’era del liquido infiammabile, che sarà analizzato per capire il tipo di sostanza. L’attentato è avvenuto nella notte, sicuramente dopo le due: «A quell’ora – racconta un vicino – sono passato da qui e non c’era niente di tutto questo. Me ne sarei reso conto».

La fatalità. I locali non sono andati distrutti per una pura casualità. Secondo una prima ricostruzione infatti, la bottiglia si è adagiata proprio sotto a una sedia di plastica. Che si è liquefatta, finendo per spegnere il liquido infiammabile. Altrimenti le conseguenze per il locale, ma anche per le abitazioni che si trovano sopra alla pizzeria, sarebbero state ben più gravi.

La solidarietà. La pizzeria è a due passi dall’Enriques, ed è un punto di ritrovo per i ragazzi che vanno a scuola. Ma anche per chi vive nella zona. In tanti già ieri mattina sono andati sul posto per testimoniare la loro vicinanza alla famiglia Veridiani, per dare loro un supporto morale. «Molti ragazzi – racconta Fiorenzo Veridiani – ci hanno dato appuntamento per domani (oggi, ndr), per venire a mangiare la pizza. E troveranno aperto. Perché noi ripartiamo subito».

La ferita. Però il gesto è di quelli che lascia il segno: «Non abbiamo mai ricevuto nessuna minaccia – sottolinea il titolare –. Faccio questo lavoro da 22 anni. Ho gestito il Bar Nando di Certaldo, la Casa del popolo di Castelfiorentino e ho questa pizzeria da cinque anni. Non ho mai avuto nessun problema particolare».

Il precedente. L’unico episodio in qualche modo collegabile a quello della scorsa notte risale al 20 dicembre 2011: «Ci sfondarono il vetro con una grossa pietra».

Ricominciare. Fiorenzo e la moglie Illuminata si sono asciugati gli occhi dalle lacrime per poi rimboccarsi subito le maniche: «Vogliamo pulire tutto in fretta – spiega la donna – e ripartire. Domani riapriamo. Lo facciamo soprattutto per nostro figlio Gianluca, che ha 24 anni e lavora con noi: coi tempi che corrono dobbiamo tenerci stretta questa attività».

Le indagini. Nel frattempo i carabinieri cercheranno di far luce sull’episodio. Le dichiarazioni dei diretti interessati sembrano portare a escludere la strada del racket. Più probabile una vendetta dettata da motivi personali o legati all’attività.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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