Sicurezza
L’Empoli sotto processo Corsi: non abbiamo paura
Stamani a Roma si apre il procedimento, l’accusa è di responsabilità presunta L’avvocato D’Avirro: situazione strana e confusa ma la posizione è difendibile
EMPOLI. Sarà un’estate calda, torrida, per il mondo del calcio. Al ritmo di un colpo di scena a settimana, infatti, lo scandalo del calcioscommesse avanza e ricopre - di fango - sempre più club, sempre più persone.
Il processo. Stamani, intanto, si apre (finalmente) il primo processo. Il primo processo sportivo, per la precisione, istituito dalla Procura della Figc nei confronti di 61 tesserati e 22 società. Fra queste anche l’Empoli, deferito per responsabilità presunta in ordine alla presunta combine del derby Empoli-Grosseto del maggio del 2010. Una posizione marginale, quella degli azzurri, che non hanno nessun tesserato chiamato a giudizio né ascoltato, nei mesi scorsi, dalla giustizia (sia quella ordinaria che sportiva).
L’avvocato. Sarà un’udienza tecnica - spiegano gli esperti - quella di stamani all’ex ostello della gioventù del Foro Italico. Ovvero il processo non entrerà nel vivo. Saranno schermaglie formali, con richieste di rinvio, eventuali stralci e altre società (pare la Nocerina) che si presenteranno come terzi interessati). La nuova ondata di arresti decisi dalla Procura di Cremona solo due giorni fa, però, crea un clima di ancora maggiore incertezza. «Effettivamente – conferma nino D’Avirro, avvocato del foro di Firenze che rappresenterà gli azzurri – non si sa cosa esattamente cosa succederà. Il fatto che ci siano alcune persone arrestate che, ovviamente, non potranno venire a difendersi rende tutto più incerto. Vedremo domani (oggi per chi legge, ndr) anche se è chiaro che la Procura Figc avrà tutto l’interesse per andare avanti in maniera veloce. Entro dieci giorno, secondo loro, si potrebbe addirittura arrivare alle prime sentenze». Grande incertezza sul processo, dunque. Un po’ meno, però, sulla posizione dell’Empoli. «Anche in questo caso è una situazione strana – prosegue D’Avirro – perché tutto nasce dalle dichiarazioni di una personale, Carobbio, che in pratica è il grande accusatore di tutto e di tutti. Però il discorso è molto contraddittorio, perché non si capisce chi abbia fatto cosa. Oltretutto nelle prime informative degli investigatori si dice che il Grosseto avrebbe dovuto perdere quella gara, poi improvvisamente si parla di un pareggio concordato. C’è un po’ di confusione, insomma». Di sicuro c’è, invece, che l’imputazione è responsabilità presunta. Quella che prevede pene più lievi, ma anche quella che impone l’onere della prova a chi deve difendersi. «E’ vero – conclude D’Avirro – ma il materiale c’è. L’Empoli, ad esempio, non aveva vantaggi da prendersi e non ha nessun tesserato indagato. Posizione difendibile, insomma».
Il presidente. Tanto che, da questo primo processo sportivo, l’Empoli potrebbe avere più da guadagnare che da perdere. «È così – sottolinea il presidente Corsi – perché la nostra posizione è marginale, mentre altri club rischiano grosse penalizzazioni da scontare subito. Però non voglio neanche pensarci, perché tutti i pensieri, miei e della squadra, ora sono per la sfida col Vicenza. Di sicuro posso dire che non arrivo a questo procendimento con paura».
La strategia. Oggi e domani udienze tecniche, si diceva. Poi arriverà il calendario. Intanto, però, si delinea la linea difensiva degli azzurri. Sarà chiesto, sembra, che vengono ascoltati, cioé, tutti i giocatori dell’Empoli che hanno preso parte a quel match.
Altri servizi a pag. 14 e 15
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