Il Tirreno

Empoli

Caccia ai furbetti della Tia al setaccio tutte le bollette

di Francesco Turchi
Caccia ai furbetti della Tia al setaccio tutte le bollette

Un nuovo sistema incrocia gli svuotamenti gratuiti con quelli a pagamento In caso di anomalie scatta l’accertamento di Publiambiente e polizia municipale

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EMPOLI. Publiambiente va a scuola dal Fisco. Incrocia i dati per dare la caccia ai “furbetti”. È in rampa di lancio un nuovo sistema che permetterà all’azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti di scovare chi cerca di aggirare la Tia. L’operazione scatterà nei prossimi giorni da Serravalle Pistoiese, ma a breve sbarcherà anche nell’Empolese Valdelsa.

Come funziona. La Tariffa di igiene ambientale è composta di due quote. Per le utenze domestiche, c’è una parte fissa, quantificata in base ai costi fissi del servizio di gestione dei rifiuti e una variabile, calcolata in base agli svuotamenti del contenitore dei rifiuti indifferenziati (grigio). Per le utenze non domestiche invece, oltre a una quota fissa calcolata in base alla superficie ed alla categoria dell’attività, la parte variabile è determinata dal numero degli svuotamenti dei contenitori grigio, blu e marrone, mentre la raccolta di carta e vetro sono gratuite.

Al setaccio. Ora che il sistema di raccolta porta a porta dei rifiuti è a regime in tutto il circondario, Publiambiente passerà al setaccio le bollette di tutte le utenze, domestiche e non domestiche, incrociando il numero degli svuotamenti gratuiti con quelli che incidono sulla bolletta. E nel caso di anomalie, ne chiederà conto al diretto interessato.

Gli “evasori”. «Per fare un esempio – spiega Alessio Arrighi, dirigente di Publiambiente – se capita che a fronte di 100 svuotamenti dell’organico non corrisponde nessun svuotamento dell’indifferenziato, la situazione è da considerare anomala e potrebbe nascondere un comportamento non corretto».

Gli scovati. Nell’ultimo anno Publiambiente ha recapitato alle varie polizie municipali oltre 1.800 verbali con foto e indizi di presunti responsabili di abbandono di rifiuti: «In molti casi – spiega Arrighi – i nostri verbali si sono trasformati in multe, in altri no perché le prove non sono state ritenute sufficienti. Comunque questo conferma che c’è una piccola parte della cittadinanza che non rispetta le regole e questo comportamento rischia di ricadere sulla collettività».

Cittadini 007. Nel frattempo però cresce anche il numero di cittadini che telefonano ai Comuni o a Publiambiente per segnalare casi di abbandono, fornendo anche foto e indicazioni utili per l’individuazione del trasgressore: «Parallelamente – conclude Arrighi – noi stiamo mettendo a punto un sistema in grado di segnalarci chi è sospettato di abbandonare i rifiuti». E cosa succede a chi finisce nel mirino? «Chiederemo spiegazioni, anche con l’aiuto della polizia municipale». Con la convinzione che già il richiamo verbale in molti casi sarà sufficiente per riportare il furbetto sulla retta via. In fase di studio invece le modalità degli ulteriori accertamenti per chi deciderà di perseverare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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