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Empoli

Negozi aperti la domenica il patto anti-Monti è fallito

Negozi aperti la domenica il patto anti-Monti è fallito

Nel centro storico decine di commercianti lavoreranno anche sabato 2º giugno Confesercenti: «La programmazione serve altrimenti siamo nell’anarchia»

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EMPOLI. La festa della Repubblica fa dividere i commercianti. C’è chi, attratto dal fatto che la celebrazione cade di sabato, apre e chi sta chiuso. E chi ancora non ha deciso e lo farà solo poche ore prima della mattina della festa. Di sicuro questo dimostra che il patto sottoscritto tra Circondario e categorie economiche, con l’apertura di 11 domeniche oltre al mese di dicembre, è naufragato. Così come ha fatto la stessa fine un secondo accordo raggiunto da un gruppo di commercianti (che prevedeva 20 domeniche di apertura ma non includeva il 2 giugno).

«Assistiamo al caos più totale con commercianti che decidono di aprire in base al tempo o all’oroscopo - dice con tono ironico il presidente di Confesercenti per il circondario Enzo Nigi - ci si ispira a più variabili. Tutto questo con il risultato di disorientare l’utente che non sa se i negozi saranno più o meno aperti». «Noi abbiamo sempre detto che ci vuole una programmazione - aggiunge - e continuiamo a ribadirlo». «Io personalmente rispetto il patto - spiega ancora Nigi - ma in questa grande confusione ho sentito l’esigenza di apporre un cartello per informare gli utenti della mia chiusura».

Dall’avvio della liberalizzazione, voluta dal governo Monti e scattata a gennaio scorso, circa 40 negozi su 200 hanno tenuto aperto tutte le domeniche. «E in modo variabile - spiega Lapo Cantini, responsabile di Confesercenti per il circondario - secondo come era il tempo o dalla posizione del calendario mentre invece nel resto del circondario i commercianti si stanno attenendo al patto sottoscritto prima dell’avvio della liberalizzazione».

«Al momento siamo nell’anarchia più completa - va avanti ancora Lapo Cantini - questo conferma quello che sosteniamo noi da sempre. Tra l’altro a breve è attesa la sentenza della Corte costituzionale sul ricorso per il conflitto di competenza presentato dalla Regione Toscana che sostiene di avere una competenza esclusiva sulla materia del commercio. Cioè che il governo non possa legiferare in materia di commercio».

Per questo la Regione ha impugnato il decreto del governo Monti. «E dopo la sentenza valuteremo come muoverci - conclude Lapo Cantini - al momento non ha senso prendere una posizione perché tutto potrebbe essere smentito dalla sentenza attesa entro un paio di mesi».

Lucia Aterini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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