Il Tirreno

Empoli

PROCEDURA discutibile

Quegli avvisi “informali” dell’Agenzia delle entrate

Quegli avvisi “informali” dell’Agenzia delle entrate

Avvisi inviati in modo informale. Questo è stato uno dei punti più contestati dai contribuenti raggiunti dal controllo sulle detrazioni. Anche una nostra lettrice ha segnalato alla redazione

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EMPOLI. Avvisi inviati in modo informale. Questo è stato uno dei punti più contestati dai contribuenti raggiunti dal controllo sulle detrazioni. Anche una nostra lettrice ha segnalato alla redazione di aver ricevuto la lettera in questione dalla sua vicina alla quale era stata portata per sbaglio dal postino.

«Tra l’altro - spiega la lettrice - questa mia vicina, di nazionalità straniera, sta molto tempo all’estero. Di conseguenza rischiavo di non poter inviare la documentazione che mi è stato richiesta dall’Agenzia delle entrate». Il contribuente dunque si potrebbe trovare al centro di una verifica senza neppure saperlo. «In più sulla mia lettera c’è la data del 14 aprile - spiega ancora la lettrice - ma nella mia cassetta della posta è arrivata solo alcuni giorni fa. Come faccio a rispettare il termine che ho letto nella comunicazione? Ritengo che questo non sia un modo corretto di procedere nei confronti di un contribuente, tra l’altro lavoratore dipendente, che paga regolarmente le tasse». Tra l’altro non si può fare neppure una verifica sull’invio della corrispondenza perchè l’Agenzia delle entrate è assolta dall’obbligo del timbro postale quindo non si può dimostrare che le lettere sono state inviate ben dopo la metà di aprile.

L’Agenzia delle entrate spiega, però, che «questi controlli per legge possono essere inviati senza raccomandata». Una procedura, questa, che tutela solo la parte che controlla, non il soggetto controllato. Ed, essendo questa comunicazione di tipo non impositivo, non può essere neppure impugnabile di fronte alle commissioni tributarie.

Nel caso in cui non venga inviata la documentazione il contribuente, a quanto spiega la stessa Agenzia delle entrate, «l’ufficio procederà alla rettifica dei dati dichiarati». Per cui il contribuente solo in fase di ricorso potrà far valere la sua documentazione.

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