Lutto
Oltre tremila contribuenti nel mirino
Il Fisco passa al setaccio le dichiarazioni dei redditi di lavoratori autonomi e dipendenti che hanno chiesto le detrazioni
EMPOLI. La lettera arriva nella cassetta della posta come se fosse una pubblicità o una cartolina inviata da un posto esotico. Ma dentro c’è un contenuto ben più pesante e meno piacevole. In questi giorni oltre tremila persone nel circondario stanno ricevendo una nuova sorpresa del Fisco. Si tratta dell’avviso di un controllo formale che l'Agenzia delle entrate sta portando avanti sulle persone fisiche, quindi non su aziende ma su dipendenti e lavoratori autonomi, per le dichiarazioni dei redditi (modello 730) del 2009. Si tratta di verifiche sugli oneri dedotti e sulle detrazioni di imposta. Tutte inviate con una semplice lettera. Che, non essendo recapitate per raccomandata, potrebbero anche andare perdute. Per cui il contribuente rischia di trovarsi al centro di un controllo senza neppure saperlo. Col rischio di vedersi azzerati i benefici avuti per spese sanitarie, ristrutturazioni, mutuo o spese sportive per i figli senza poter integrare la documentazione in suo possesso. O di poterlo fare solo, con altro tempo e denaro, in una seconda fase.
Date incongruenti. Ma oltre al fatto di rischiare di rimanere all’oscuro della verifica, sono più di uno gli aspetti che hanno provocato proteste tra i contribuenti empolesi. Prima di tutto la data della lettera con cui si avvisa del controllo formale: la data è quella di metà aprile da cui dovrebbe decorrere un mese come termine ultimo per fornire la documentazione. Purtroppo, però, molti dei contribuenti raggiunti dalla lettera stanno ricevendo solo in questi giorni l'avviso, cioè allo scadere del termine dato dall’Agenzia delle entrate. Tra l’altro, l’Agenzia delle entrate ha replicato su questa scadenza spiegando che sul ricevimento della lettera «non sono richieste particolari formalità di prova». Che vuol dire? Il contribuente è costretto a collezionare un’altra frase oscura che riesce a produrre solo poca chiarezza. Tanto più che, secondo lo statuto del contribuente, la scadenza richiesta rispetto a uno nuovo adempimento fiscale sarebbe 60 giorni e non 30. Dalle risposte date ai commercialisti pare che «il termine non sia perentorio».
Il tono però è categorico. Nel caso di mancato invio della documentazione richiesta, si legge nelle lettere inviate, «si procederà alla rettifica dei dati da lei dichiarati e alla comunicazione dell’esito del controllo e delle relative somme dovute». Vale a dire che chi ha ricevuto il controllo deve sperare, oltre che in un servizio postale con percentuale di sbaglio pari allo 0,00%, di poter recuperare tutto, in casa o dal commercialista, in pochi giorni. L’unico alleggerimento la validità delle fotocopie. E, se non riesce a superare questo percorso ad ostacoli, pur avendo la documentazione in regola, il contribuente è classificato fin dall’inizio come un evasore. In caso invece riesca a inviare il materiale, se la documentazione chiarirà i dubbi bene, altrimenti verrà inviato un altro avviso bonario.
Controlli di routine. L'Agenzia delle entrate assicura che questi controlli sono di routine. «Verifiche normali che riguardano il 4% delle dichiarazioni delle persone fisiche». Niente controlli massivi o accanimenti. Ma molti contribuenti hanno pensato il contrario. E si sono fatti sentire. E il centralino dell’Agenzia delle entrate è stato raggiunto da numerose chiamate.
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