Il Tirreno

Empoli

Un milione di metri cubi in più edificabili nei prossimi 5 anni

di Lucia Aterini
Un milione di metri cubi in più edificabili nei prossimi 5 anni

Le linee guida del nuovo regolamento urbanistico presentate alle commissioni consiliari L’assessori Mori: ma prevediamo che al nostro territorio non ne serviranno più della metà

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EMPOLI. A due anni dalla scadenza del primo regolamento urbanistico, sono state messe a punto le linee guida per il secondo regolamento che dovrà provvedere alla ripianificazione delle aree Pua (Piani urbanistici attuativi) che hanno perso efficacia e le dimensioni massime di quello che potrà essere edificato nei prossimi cinque anni. Secondo quanto scritto nella relazione programmatica, che ieri è stata presentata alle commissioni ambiente e territorio e Pua in Comune, lo sviluppo potenziale per il secondo regolamento urbanistico (e successivi) è pari a 1.093.400 metri cubi o 364.467 metri quadrati. Volumi che però, secondo l’assessore all’urbanistica Franco Mori, «non saranno necessari per il nostro territorio nei prossimi cinque anni. Ne basteranno la metà. Ma comunque vogliamo sistemare questi numeri in cassaforte. Metterli ci dà garanzie in quanto a spazi anche per la prossima amministrazione».

Il punto. Il Comune di Empoli ha approvato il piano strutturale (cioé la carta fondativa del governo del territorio)nel 2000 e il regolamento urbanistico (che traduce gli indirizzi del piano strutturale in norme operative) nel 2004 (e la sua efficacia è partita a gennaio 2005). Nel 2010 è scaduto e con lo strumento sono venuti meno anche i piani attuativi di iniziativa privata, 46 in tutto ( dei 50 che erano stati presentati ne sono stati portati a termine solo 4). Così come le aree con vincoli di esproprio decaduti.

Monitoraggio. Da qui è partito il lavoro di revisione anche in considerazione del fatto che nel frattempo la normativa era cambiata (con la legge 1 del 2005, la cosiddetta “Salvacolline”). E’ stato avviato un monitoraggio sugli effetti delle trasformazioni sul territorio in modo da capire se c’erano e quali erano le criticità. E da qui poi rivedere gli strumenti urbanistici.

Pua. Il nuovo regolamento dovrà appunto ripianificare le aree dei Pua. Dopo la loro scadenza, era stato fatto un bando pubblico con l’approvazione di una graduatoria contenente tre piani. Considerato il limitato riscontro ottenuto dal bando, l’amministrazione comunale ha pubblicato un nuovo avviso pubblico a carattere più generale «valutando l’effettiva disponibilità dei proprietari a intervenire e le condizioni di fattibilità». Complessivamente sono state 55 le proposte presentate , 33 che riguardano gli ex Pua e 22 relativi a nuovi ambiti di trasformazione. Come è stato spiegato ieri sera alle commissione l’esame è in corso e in alcuni casi sono state già chieste integrazioni di documentazione. Su una cosa però l’assessore all’urbanistica è stato chiaro: sarà necessaria la realizzazione delle infrastrutture da parte dei proprietari perché i nuovi insediamenti porteranno un aggravio di traffico. E l’assessori Mori ha menzionato in particolare il collegamento tra la zona di Serravalle e viale Petrarca e tra Ponzano e il sottopasso di Pratignone.

Dimensionamento. «Nel 2018 è ipotizzabile il raggiungimento della soglia dei 50mila residenti - si legge nella relazione programmatica - il numero delle famiglie supererà la soglia delle 20mila. La dimensione media del nucleo familiare si ridurrà a 2,4 componenti». Nella relazione si considera poi che il taglio medio delle abitazioni che verranno richieste sia di 75-80 metri cubi. Da qui, sulla scorta anche del volume già consumato rispetto alle previsioni del piano strutturale (e cioè 392mila metri cubi pari al 62% di quello che era stato previsto), viene fuori un volume potenziale da costruire di 1.093.400 metri cubi. «Ci sentiamo tranquilli su questi numeri - ha detto Mori - sono gli stessi portati dal primo regolamento urbanistico. Abbiamo cambiato solo il taglio degli alloggi perché quelli pensati in precedenza sono troppo grandi rispetto alle esigenze attuali. Il nostro modo di agire è stato cauto e i numeri stanno nella media dei comuni toscani».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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