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Empoli

Chiude la vetreria Murero trenta operai in mobilità

Chiude la vetreria Murero trenta operai in mobilità

L’azienda era nata nel 2001 dalle ceneri della storica cooperativa Stelvia Ora a Empoli le attività in questo settore si contano sulle dita di una mano

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EMPOLI. Sparisce un altro pezzo di Empoli, del vetro verde, di quella attività che ha trainato e ha arricchito una città intera insieme alle confezioni. L’azienda che era nata sulle ceneri della storica cooperativa Stelvia non ha retto al peso della crisi e della concorrenza internazionale.

La Murero di via Salaiola ha chiuso, i trenta lavoratori sono già a casa in cassa integrazione straordinaria in deroga per cessazione della attività. Per loro, con una media di 48/50 anni, inizia un percorso di ammortizzatori sociali che li accompagnerà per almeno tre anni. Poi, però, non hanno nessuna prospettiva di trovare di nuovo lavoro nel loro settore, «nonostante le loro buone competenze professionali» (come spiega la Cgil) , perchè le vetrerie rimaste a Empoli si contano davvero sulle dita di una mano. Purtroppo a Empoli il vetro sta per morire.

La Murero era nata nel 2001 dopo la chiusura della Stelvia messa in liquidazione coatta amministrativa. E proprio dalla vecchia cooperativa aveva preso in affitto gli impianti. L’avvio, ma anche gli anni seguenti, dell’azienda, presa da alcuni ex dipendenti della Stelvia, sono stati positivi.

In questi anni la Murero ha prodotto bottigliette per il settore della profumeria e aveva iniziato anche ad entrare nel campo degli articoli casalinghi e per l’illuminazione.

«I problemi sono emersi - spiega Stefano Scibetta della Cgil - a metà del 2011 per l’effetto dell’ aumento delle materie prime e dell’energia. Una crescita smisurata».

Da qui, dopo alcuni mesi di difficoltà, la decisione di chiudere l’attività. La cessazione vera e propria si è concretizzata alcuni giorni fa. «L’azienda - va avanti Stefano Scibetta - probabilmente andrà verso un concordato preventivo. I lavori sono già in cassa integrazione straordinaria in deroga. Dopodiché, una volta che si sarà insediato il commissario giudiziale, per i trenta lavoratori si dovrebbe prospettare un altro anno di cassa integrazione straordinaria».

E infine passeranno alla fase della mobilità, con una durata tra i due e i tre anni (secondo l’età del lavoratore, più il lavoratore è anziano, più si allunga questo periodo di ammortizzatore).

I lavoratori sono in pari con la riscossione degli stipendi. «Mancano solo i trattamenti di fine rapporto, le ferie e le tredicesime - spiega ancora Scibetta - che verranno pagati dalla procedura». Che si spera sia più breve di quella che ha interessato la Stelvia dove, tra i 45 ex dipendenti, ce sono ancora una trentina che, dal 2001, hanno ancora da riscuotere una parte delle retribuzioni.

«Questa nuova chiusura ci porta un altro grosso dispiacere - commenta Stefano Scibetta - ormai sono pochissime le vetrerie artistiche o semi-automatiche che sono rimaste».

E ora la produzione del vetro, dopo un secolo di lavoro e di migliaia di occupati, rischia davvero di scomparire da Empoli e dintorni. Falcidiata dalla concorrenza dell’Europa dell’est, da prezzi esorbitanti per energia e materie prime. E forse ancora dal non avere unito le forze in un unico marchio del vetro empolese.

Lucia Aterini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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