Sicurezza
Mancano i soldi per il piano anti-sisma
Non siamo nella fascia più esposta al rischio terremoto ma anche qui andrebbero messi in sicurezza molti edifici pubblici
EMPOLI. Il sisma nella vicina Emilia fa tremare anche il circondario. Il terremoto di domenica scorsa riaccende l’attenzione sulla situazione degli edifici pubblici dell’Empolese Valdelsa, un territorio che è a classificato a “rischio intermedio”. Quanto basta per tenere tutti sull’attenti. O almeno così dovrebbe essere. Ma nella realtà le cose non stanno proprio così: tutti sanno che municipi e scuole, ma anche case di riposo e altri edifici pubblici, in molti casi, sono datati al punto tale da temere un cedimento in caso di sisma. Però i soldi non ci sono.
Il quadro. In una scala di rischio da 1 a 3, il circondario è a livello 2. Il delegato alla protezione civile del Circondario, Dario Parrini, non usa giri di parole: «In ogni comune dell’Empolese Valdelsa, ci sono edifici pubblici costruiti prima del 1982, anno in cui in seguito al terremoto dell’Irpinia entrarono in vigore le nuove normative antisismiche e quindi bisognosi di interventi di messa in sicurezza».
Scuole. L’argomento è delicato e il rischio di creare allarmismo spinge amministratori e tecnici a non alzare i toni e a evitare “mappe” degli immobili a rischio. Tuttavia anche pochi mesi fa il delegato all’istruzione del Circondario, Claudio Toni aveva ammesso che «per adeguarsi alla normativa vigente sarebbe necessario intervenire su ogni singolo edificio indistintamente, non soltanto per quanto riguarda le misure antincendio ma anche per quelle antisismiche e per l'impiantistica. Il nostro fabbisogno, per completare i lavori che ci consentirebbero di ottenere i Certificato di prevenzione incendi, è di circa 2,3 milioni di euro mentre il Circondario ha a disposizione circa 350mila euro all'anno per la manutenzione ordinaria degli edifici scolastici». Oggi la situazione non è cambiata: «Sarebbe necessaria una mappatura di tutti gli edifici di ogni ordine e grado costruiti fino agli anni Settanta e che nel tempo non sono stati oggetto di interventi di consolidamento. Ma le risorse non ci sono e i contributi vengono indirizzati verso i comuni ad alto rischio sismico».
Acqua sul fuoco. Tuttavia non è detto, e questo è bene sottolinearlo, che gli immobili più vecchi non abbiano la capacità di resistere a un sisma: «Noi – spiega l’ingegner Paolo Collodel del Circondario – abbiamo soltanto due scuole superiori su dieci costruite dopo il 1974, anno dell’entrata in vigore della prima legge antisismica. Ma le strutture sono spesso in cemento armato e quindi in buona sostanza non ci sono grosse criticità in questo senso».
La mappatura. La Provincia dal canto suo sta facendo uno studio sulla vulnerabilità di tutti gli edifici di competenza (non solo scuole). L’operazione è in corso, ma quel che emerge è che il 95% degli immobili è stato costruito prima che l’area venisse classificata come “sismica”: quindi anche in questo caso servirebbero forti investimenti per l’adeguamento.
Niente soldi. Ma i soldi non ci sono. La Regione ha recentemente stanziato 120mila euro per finanziare verifiche tecniche approfondite su immobili “suggeriti” dai Comuni a rischio sismico. Dall’Empolese Valdelsa (vedi box in alto a destra) ne sono stati indicati tredici tra scuole, municipi. Sono stati giudicati ammissibili, ma non saranno finanziati, perché vengono privilegiati gli edifici dei Comuni a maggior rischio sismico: «In questa fase – sottolinea Dario Parrini – servirebbero azioni straordinarie, che però non sono certo alla portata dei bilanci comunali».
Luoghi sicuri. Se municipi, musei, chiese, case di riposo e scuole del circondario lasciano spazio a punti interrogativi in materia sismica, cinema e teatri dovrebbero garantire la piena sicurezza. Infatti i luoghi che ospitano spettacoli a pagamento, con una capienza superiore alle 100 unità, per ospitare spettacoli devono essere in possesso del via libera della commissione provinciale di vigilanza (composta da tecnici di Comune, Asl, vigili del fuoco), che effettua anche la verifica della stabilità dell’edificio.
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