Capitan Pellegrini: «Il segreto? I ferri speciali di Nanneddu»
Per vincere un palio sotto la pioggia e con la pista pesante ci voleva un cavallo con i ferri speciali? «Tu forse scherzi, e invece nel palio del 2008, quando la pista era bagnata perché aveva...
Per vincere un palio sotto la pioggia e con la pista pesante ci voleva un cavallo con i ferri speciali? «Tu forse scherzi, e invece nel palio del 2008, quando la pista era bagnata perché aveva piovuto, fummo i primi a uscire – gongola il capitano della nobile contrada Sant'Andrea, Michele Pellegrini, trentotto anni, alla prima responsabilità piena con i rossoverdi – così, conosciute le previsioni meteo che promettevano pioggia battente, ho fatto montare ferri speciali, più idonei sul bagnato che sull’asciutto. E l’ho azzeccata». D’altra parte alla vigili del Palio Pellegrini l’aveva detto: «Per vincere occorrono un buon cavallo e tanta fortuna».
Cantano in coro i contradaioli: «Orgogliosi di essere insuesi», e con il “cencio” passano a piedi dal centro della città, mentre dalla chiesa Collegiata suonano le campane a festa.
Continua il capitano: «Avevo pensato al cavallo Nanneddu nei giorni scorsi, e la sorte ce l'ha dato. A quel punto ho creduto in Gingillo (Giuseppe Zedde) come monta». E anche il fantino ha acciuffato la sua prima vittoria nella Buca D'Andrea.
Quando il governatore Sergio Gasparri si riprende dall'emozione, tra Vladimiro Pillitteri, Andrea degl’Innocenti, e dal governatore onorario Letizia Moizzi, nipote di Indro Montanelli, dichiara: «Dedico la vittoria a Lazzaro Benigni, colui che non soltanto ci fece vincere i primi due Palii, ma ci ha insegnato come si ci si deve muovere; e infatti ora siamo a quattro trofei».
Il mossiere Renato Bircolotti, tornato al canape dopo due anni, osserva: «Nella prima batteria è stata dura, era come una finale, e con un cavallo ingestibile. Ho fatto del mio meglio», ovvero tre mosse buone alla prima.
Conclude il sindaco Claudio Toni: «Il popolo del Palio, che ha affollato la buca nonostante la pioggia fredda e fastidiosa, meriterebbe a sua volta un premio». (Luciano Gianfranceschi)
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