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Empoli

Autisti e soci della coop ma solo per evadere l’Inps

Autisti e soci della coop ma solo per evadere l’Inps

In un’azienda di trasporti 70 lavoratori avevano il contratto di partecipazione ma per la guardia di finanza erano solo dipendenti e non partecipavano agli utili

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EMPOLI. Settanta autisti che figuravano come soci della cooperativa ma che in realtà erano veri e propri dipendenti.

La guardia di finanza di Empoli, diretta dal capitano Roberto Lauretta, ha scoperto così che la cooperativa di autotrasporto ha evaso contributi previdenziali e assistenziali per oltre centomila euro, ha omesso versamenti per 112.000 euro. Sono state trovate poi prestazioni di servizio non fatturate per 300.000 euro. Due lavoratori, inoltre, sono stati trovati al nero.

Le irregolarità per i 70 autisti sono emerse a seguito di due controlli congiunti portati avanti dai finanzieri della compagnia di Empoli e dagli ispettori della Direzione territoriale del lavoro di Firenze nei confronti di una cooperativa empolese che lavora sul territorio regionale nel settore dei trasporti per conto terzi. Si tratta di una società consortile che dopo aver raccolto gli ordini, secondo quanto ricostruito dalla Finanza, subappaltava le prestazioni di servizio a una seconda cooperativa che gestiva la forza lavoro ossia gli autisti assunti con il sistema dell’associazione in partecipazione.

Le verifiche sulle due attività di servizi hanno riguardato il periodo tra il 2008 e lo scorso anno. Per evitare il pagamento di contributi dovuti all'Inps una delle due cooperative aveva stipulato con i propri dipendenti contratti di associazione in partecipazione. Gli accertamenti hanno permesso di rilevare come questi contratti, in realtà, erano un espediente per sottrarsi al pagamento degli oneri contributivi e per essere, quindi, più competitivi sul mercato locale dell'autotrasporto offrendo prestazioni ad un costo molto inferiore rispetto alle altre aziende del settore. Per cui per i settanta dipendenti verranno rifatti i calcoli con le aliquote corrette e i lavoratori dovranno versare i contributi mancati, oltre 330 mila euro.

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