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Dalle Cerbaie alla Francia del Sud

Su “Erba d'Arno” la storia dell’emigrazione della famiglia Paoletti

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FUCECCHIO. L’emigrazione dalle Cerbaie avvenne, soprattutto, tra la fine del 1800 e l'inizio del 1900. La gente abbandonava una terra avara per andare in cerca di fortuna nelle grandi città italiane (Milano, Roma, Torino), ma anche nei Paesi europei (in particolare, Francia, Germania e Svizzera), in America Latina (Argentina) e negli Stati Uniti. Se ne andava da Galleno, Massarella, Pinete, Querce e Torre. Lasciava i campi aridi e quel poco d'attività che poteva dare la fabbricazione di mattoni.

La famiglia Paoletti, di Pinete, non si sottrae alla scelta, dolorosa ma necessaria. Va verso la Francia. Ci va in un due momenti. Il primo è collocabile alla fine del 1800. Il secondo, tra il 1915 e il 1920. Ne racconta la storia, un discendente, Nicolò Paoletti. Lo fa in un saggio (“Dalle Cerbaie alla Francia del Sud”), pubblicato sulla rivista “Erba d'Arno”, diretta da Aldemaro Toni. Nello stesso tempo, dà uno spaccato della vita, in quegli anni, nelle Cerbaie. Famiglia numerosa, stipata in un’abitazione di 70 metri quadrati. Tutti insieme: vecchi giovani animali. I vecchi sono Francesco Paoletti e sua moglie Anna Rimorini. I giovani, i figli Giustina, Giuseppe, Savino, Andrea, Angiolino e Maria Caterina. A partire, è il figlio Andrea. Raggiunge Marsiglia, dove diventa commerciante di vino, si sposa prima con Maria Teresa Favino, poi con Emma Canessa e ha, in tutto, nove figli. Qualcuno si sposta a Six Fours Les Plagers. Tra il 1915 e il 1920, partono alcuni figli di Giuseppe, fratello di Andrea. Tutti hanno da fronteggiare l'atteggiamento xenofobo dei francesi, ostacolo sulla via dell’integrazione e dell’emancipazione. (r.c.)

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