Sicurezza
La gioventù al potere per tornare a vincere e sfatare il tabù Tratta
Da quando c’è il sorteggio gli arancioverdi sono a secco Presidente e capitano: «Sulle orme dei nostri padri»
FUCECCHIO. In due non arrivano a sessanta anni. Sono il presidente e il capitano di Querciola, entrambi classe 1982. Paolo Ceccarini e Marco Colibazzi sono al timone di quella che può essere definita la contrada della gioventù. Ma la Querciola non è solo questo. È una contrada territorialmente molto piccola ma che può contare ben tre cenci in bacheca. Fino al 2000, anno di introduzione della tratta, era seconda solo a Borgonovo e alla pari con Porta Raimonda. 1982,1994 e 1997 gli anni d’oro, 15 anni dall’ultima vittoria con Beppe Pes.
Una storia un po’ controcorrente quella di Querciola: se infatti è pensiero comune che la tratta abbia favorito le contrade più piccole equiparandole a quelle più grandi ed estese la Querciola, che si ritiene una delle piccole almeno a livello territoriale, ha scritto pagine indelebili di storia con il Palio ad ingaggio, non riuscendo poi nell'impresa di vincere con la tratta.
«Negli ultimi anni – sottolinea il capitano Colibazzi – abbiamo montato i migliori fantini. Si va da Virginio Zedde a Giovanni Atzeni fino ad Andrea Mari. Senza il grande cavallo però non si va da nessuna parte e noi, escluso il palio ordinario del 2005, non abbiamo mai avuto un esemplare potenzialmente vincitore. Il nostro rimpianto è appunto il 2005, l'unica vera occasione che abbiamo avuto per conquistare il cencio. Gli ultimi due palii ci hanno riservato cavalli di livello medio-basso. Nonostante ciò Giovanni Atzeni ha fatto un lavoro egregio. Per questo lo teniamo in grande considerazione ma non è detto che sia obbligatoriamente il nostro fantino». In Querciola si attende una nuova vittoria per tornare ad essere protagonisti, come lo è stato Gino Colibazzi, padre di Marco e figura di enorme spessore per la crescita di questa realtà: «Da noi – parola di Gino – quelli che hanno iniziato hanno tramandato la loro passione ai figli, i quali oggi ricoprono ruoli di responsabilità. Non abbiamo avuto spaccature, tant’è vero che i “vecchi” sono tuttora all'interno dell'organigramma di contrada». Giovani e meno giovani che lavorano uniti, con i ragazzi presto gettati nella mischia. Ceccarini e Colibazzi sono complessivamente i due più giovani come presidente e capitano. «I giovani – precisa il presidente Ceccarini – da noi sono molto attivi. Il ricambio generazionale è avvenuto, nonostante la nostra sia una contrada veramente piccola e quindi con poche persone residenti. Stiamo facendo un grande lavoro, seguendo l'esempio dei nostri padri che ancora adesso sono qui ad impegnarsi insieme a noi. Siamo i più piccoli ma con le radici più forti».
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