Sicurezza
Ecco un milione e mezzo per la città dell’università
Enti pubblici e privati costituiscono una società per portare nuovi corsi a Empoli La presidente è Castellacci (Sesa), in cantiere anche strutture per gli studenti
EMPOLI. Empoli vuole diventare un polo universitario. Con più corsi e più strutture. Il territorio ci crede e mette sul piatto un milione e mezzo di euro, che saranno investiti da qui al 2014, attraverso una nuova società per azioni, A.re.a, che sarà guidata da Paola Castellacci della Sesa: nel cda i rappresentanti di Università di Firenze, Circondario, Asl e aziende private.
Niente carrozzoni. “Azioni per la rete accademica” sarà una società snella e a costo zero e visto che di questi tempi i costi della politica finiscono quotidianamente nel mirino, il sindaco di Vinci, Dario Parrini mette le mani avanti: «Tutti i membri del cda lavoreranno gratuitamente».
I soci. Questa la ripartizione delle quote: Circondario 59%, Camera di commercio 20%, Università di Firenze e Asl 11 il 5% ciascuna, Banca di Cambiano 7% e quattro aziende leader dell’Empolese Valdelsa con l’1% ciascuna: si tratta di Sesa, Gruppo Bitossi, Berni e Sed.
Quanto costa. Il milione e mezzo di euro di investimenti sarà così ripartito: 400mila euro li sborserà la Camera di commercio di Firenze, 120mila la Banca di Cambiano, 60mila euro le aziende private, e il restante milione di euro sarà garantito dal Circondario. E l’Asl 11? Continuerà a occuparsi della gestione completa dei Corsi di laurea delle professioni sanitarie (un milione di euro circa all’anno).
I motivi. «Tutti questi attori – sottolinea la neo-presidente Paola Castellacci – vogliono scommettere sul territorio. Ma attenzione: A.re.a non sarà una sovrastruttura, non ci sarà un aggravio economico, ma una razionalizzazione degli sforzi».
L’obiettivo. Il punto d’arrivo, quando cioè si dovranno tirare le somme, è già fissato: marzo 2014. Entro quella data il circondario vuole farsi largo come polo universitario, gettando anche le basi per la realizzazione di una cittadella: «Dobbiamo migliorare i servizi esistenti– spiega Paola Castellacci – e attivarne dei nuovi: penso a biblioteche, mensa e casa dello studente. Tutto questo facendo valere la centralità geografica della nostra città rispetto a Pisa, Siena e Firenze. Per prima cosa stiamo lavorando con l’Università di Firenze affinché venga ripristinato il corso di laurea specialistica in ingegneria gestionale. Ma dobbiamo lavorare anche per nuovi percorsi, a cominciare dai master e dai laboratori: l’eterogeneità di questo territorio deve essere una risorsa».
Nuovi orizzonti. Il ritorno di ingegneria andrebbe a far compagnia ai corsi di Architettura e di chimica, a Ottica e optometria di Vinci e alle professioni sanitarie di Sovigliana. Un popolo di studenti che conta già adesso oltre 1.300 unità. Ma l’obiettivo è crescere ancora: «Qui – spiega il direttore del Circondario, Alfiero Ciampolini – ci sono le condizioni per diventare un punto di riferimento del sistema universitario toscano. Facciamo un esempio: dopo la sospensione del corso di Empoli, chi vuole fare ingegneria gestionale deve andare a Bologna o Milano. Perché Firenze e Pisa non si mettono d’accordo per riportarlo?».
Sviluppo. Secondo Parrini «il polo universitario può essere un volano per la crescita. Il punto di partenza sarà il ritorno di ingegneria gestionale. Il rettore Alberto Tesi ha preso un impegno in questo senso e sono convinto che lo onorerà, anche perché quella laurea specialistica garantiva una collocazione occupazionale altissima. In più lavoreremo per ospitare altre attività specialistiche qualificate».
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