Sicurezza
Sospesa la pensione alla bidella falsa cieca
L’Inps: «Ci siamo attivati lo scorso dicembre, ma la signora si è rifiutata di sottoporsi a una visita»
EMPOLI. L'Inps ha sospeso la corresponsione della pensione di invalidità a Maria Giovanna Berti, 51 anni, residente a Ponte a Elsa, la bidella finita agli arresti domiciliari insieme al marito, Francesco Di Battista, 57 anni, disoccupato.
«Si è provveduto in autotutela – scrive in una nota la direzione regionale dell'Inps – alla sospensione della prestazione economica all'interessata, propedeutica alla revoca, in attesa degli esiti della concomitante indagine giudiziaria tuttora in corso». La donna risultava all’Asl cieca totale, ma un'indagine della guardia di finanza coordinata dal pm De Gregorio l’ha smascherata dimostrando che dal 2005 ad ora ha incamerato la somma di 87.314 senza averne diritto. «I controlli sanitari da parte dei competenti organi medico-legali dell'Inps – si legge nella nota – sono stati avviati fin dal dicembre dello scorso anno a seguito della segnalazione pervenuta dalla Asl, circa la richiesta di certificazione di idoneità al lavoro, presentata dalla cittadina che risultava presente negli elenchi dei ciechi civili. A seguito di ciò l’Istituto si è prontamente attivato convocando l'interessata a una visita specialistica dalla quale è emersa la necessità di ulteriori accertamenti diagnostici a cui, tuttavia, la signora non ha ritenuto di sottoporsi, impedendo allo specialista incaricato dall'Inps di esprimere un giudizio oggettivo completo circa la reale consistenza della patologia dichiarata. Di conseguenza è scattata la sospensione del pagamento dell'assegno di invalidità». A tradirla è stato il miraggio del posto fisso. Che Maria Giovanna Berti erauna falsa cieca è venuto fuori perché il suo contratto a tempo determinato sarebbe stato trasformato in tempo indeterminato nella scuola media Busoni.
Ma per questo l’istituto le ha chiesto un certificato di idoneità fisica. In pratica doveva presentare un foglio in cui si accertava anche che la donna era in grado di vedere bene. Per cui la donna, secondo quanto è emerso, si è presentata all’Asl 11 compilando di fronte al medico legale un’autocertificazione sul suo buono stato di salute. Dalla visita del medico, sarebbe anche emerso che la donna aveva 9 decimi a un occhio e 3 decimi all’altro con gli occhiali che aveva con sé. Qui è saltato fuori l’inghippo: dall’esame della documentazione della donna, il medico legale ha scoperto che era stata riconosciuta come cieca assoluta».
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