Il Tirreno

Empoli

Il capitano suona la carica «Ora basta col digiuno quest’anno vinciamo noi»

di Marco Sabia
Il capitano suona la carica «Ora basta col digiuno quest’anno vinciamo noi»

Poi Catastini sferra una stoccata ai rivali storici della Ferruzza: «Se la sfortuna ci condanna, correremo contro di loro come nel 2006»

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FUCECCHIO. «Cosa voglio da questo Palio? È semplice, voglio il Cencio. Ci vediamo il 21 maggio, mi farò fotografare accanto al simbolo del nostro trionfo». È un Paolo Catastini molto combattivo quello che risponde alle domande, in qualità di capitano della Granducale contrada Cappiano.

A capo della contrada sta invece il presidente Moreno Benvenuti. Ma torniamo alle parole del capitano, che espone a 360 gradi la sua visione del Palio: «La prima regola – sottolinea – è vincere. Prima guardiamo a noi e poi a Ferruzza. E se i nostri rivali avessero il miglior cavallo sono pronto a ripetere il gesto del 2006, tirando giù il loro fantino».

Catastini si riferisce all'ormai celeberrimo episodio che ha visto coinvolti Veleno II per Cappiano e Tittia per Ferruzza. In quella carriera la contrada bianconera partiva con i favori dei pronostici, così Cappiano decise di ricorrere ad un gesto estremo: prendere il cavallo di Ferruzza per le briglie, decretandone così l'eliminazione. Un episodio che ha fatto la storia del Palio, comunque la si veda. A Cappiano, però, non sembrano essere sazi. A mali estremi, estremi rimedi. Le due contrade, comunque, sono sull' uno a uno dal 1984, data della prima ed ultima vittoria di Cappiano.

Al fianco di Catastini c’è anche il presidente Benvenuti, che spiega come è arrivato alla presidenza della contrada: «È partito un po’ come uno scherzo – sottolinea – poi da cosa nasce cosa, in soli sei anni sono diventato presidente. Devo ringraziare per questo gli storici dirigenti di questa contrada Simone Baronti e Giancarlo Carmignani che mi hanno coinvolto in questa avventura. Fare il presidente è una grossa responsabilità ma a fare grande un dirigente è il suo popolo». Ma non c'è solo il 2006 sotto la lente d'ingrandimento, anche nel 2011 Cappiano è finita suo malgrado al centro dell'attenzione a causa delle gesta del fantino esordiente Andrea Farris, che ebbe un alterco con il mossiere Daniele Masala a cui seguì l'intervento delle forze dell'ordine. «Farris – continua il presidente – ha peccato soltanto di inesperienza. Era un fantino all'esordio e si è visto scappare dalle mani senza nemmeno provarci la sua prima grande opportunità a Fucecchio. Per questo ha avuto quel tipo di reazione. L'unica cosa che gli rimprovero è l'aver abbandonato il cavallo in pista, quello non lo doveva fare». A Cappiano, quindi, si respira aria di battaglia, una battaglia senza esclusione di colpi. Riuscirà Catastini a tornare a casa con lo scalpo del nemico?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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