Finanza
Si finge cieca per sette anni: arrestata
Percepiva mille euro al mese come invalida ma faceva la bidella nelle scuole: in manette il marito complice della truffa
EMPOLI. Per sette anni ha ricevuto la pensione dall’Inps per cecità assoluta. Ma nello stesso tempo ha lavorato come bidella in tre istituti guadagnandosi anche encomi da colleghi e insegnanti perché puliva bene le classi e sorvegliava con attenzione i ragazzi quando mancano le insegnanti. E la guardia di finanza l’ha incastrata scoprendo che non era affatto cieca. Per questo è stata arrestata, le accuse nei suoi confronti sono truffa aggravata e falso materiale.
Si chiama Maria Giovanna Berti, 51 anni, originaria di Firenze e ora residente a Ponte a Elsa. Stesse accuse e stessa misura cautelare per il marito, Francesco Di Battista , 57 anni, disoccupato. La mattina, a quanto ricostruito dalla finanza, la donna partiva da casa interpretando il ruolo della non vedente: ad accompagnarla c’era sempre il marito. Una volta a scuola cambiava ruolo: timbrava il cartellino, leggeva e puliva i pavimenti. E così ha fatto nelle tre scuole dove ha lavorato come bidella a tempo determinato: all’istituto Fermi, al Virgilio e infine alla scuola media Busoni dove attualmente lavorava. Il pomeriggio, come accertato dalle indagini, rientrava nelle vesti della non vedente: all’uscita ritornava il marito a prenderla e ogni suo spostamento sarebbe avvenuto sempre a braccetto dell’uomo.
La pensione d’invalidità è stata concessa a Maria Giovanna Berti nel maggio del 2005. Secondo le indagini svolte dalla guardia di finanza e coordinate dal sostituto procuratore Leopoldo De Gregorio, i coniugi avrebbero tratto in inganno i medici della Asl che dovevano attestare il suo stato di cecità. La donna aveva portato alla commissione che si doveva esprimere sulla sua invalidità referti in cui si attestava una patologia neurologica. In più, secondo le testimonianze raccolte, si comportava come se fosse effettivamente non autonoma negli spostamenti. Alle visite avrebbe partecipato poi sempre il marito così da dimostrare la necessità di un accompagnatore per la moglie. A quanto risulta dalla documentazione raccolta, negli anni seguenti sono state fatte anche visite di revisione dell’invalidità da parte della commissione medica. E il suo status di cieca al 100% non è cambiato tanto che l’Inps in questi sette anni ha erogato come pensione di invalidità e indennità di accompagnamento una somma pari a 87.314 euro . Vale a dire una media di mille euro al mese. A cui poi la donna ci aggiungeva altri mille euro circa nei periodi in cui lavorava come bidella. Nessuno a scuola sapeva di questa sua disabilità anche perché finora i dati dell’Inps non possono dialogare con quelli del ministero dell’istruzione (suo datore di lavoro). Né il reddito da pensione deve essere riportato nel Cud ai fini della dichiarazione dei redditi. E questa situazione è emersa solo grazie a un passo falso che ha fatto la donna quando le è stato prospettato la trasformazione del contratto a tempo determinato in tempo indeterminato.
Non solo, la guardia di finanza ha accertato anche che Maria Giovanna Berti avrebbe falsificato un’attestazione di handicap rilasciata nel 2004. Con questo foglio, alterato parzialmente e che ha presentato in tutti gli istituiti in cui ha lavorato, ha potuto godere di permessi di lavoro retribuiti per un totale complessivo di 110 giorni.
Ieri mattina sono state eseguite le misure cautelari e per i coniugi sono stati disposti gli arresti domiciliari. La donna avrebbe continuato a sostenere la tesi della sua cecità. Con l’orologio al polso.
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