Il Tirreno

Empoli

«Scosso da questa esperienza»

di Francesco Turchi
«Scosso da questa esperienza»

Le prime parole dell’animalista pochi minuti dopo la scarcerazione: «Se lo rifarei? Non lo so»

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CASTELFIORENTINO. «Sono scosso, ho il cellulare completamente scarico. Domani (oggi, ndr) tornerò a casa. Se lo rifarei? Ora non lo so proprio». Sono le 20.04. Fabio Serrozzi è appena uscito dal carcere di Brescia, dove è rimasto rinchiuso per quarantotto lunghissime ore.

L’eroe di Cambiano. Fabio non sa che nel frattempo Brigitte Bardot ha scritto una lettera al ministro della Giustizia, Paola Severino, per chiedere la sua liberazione insieme a quella degli altri attivisti. Fabio non sa di essere diventato un eroe per il mondo animalista. «Davvero? - dice - però vediamo come va il processo». Non appena avrà la possibilità di aprire la sua pagina di Facebook, capirà tante cose. Capirà la mobilitazione che ha scatenato l’irruzione nell’allevamento-lager della Green Hill di Montichiari, per liberare una trentina di cagnolini di razza beagle destinati alla vivisezione.

Il tam tam. Sul web oppure telefonando direttamente ai familiari o ai compagni di sempre. A Cambiano, come nel resto del Comune di Castelfiorentino, per tutta la giornata di ieri gli amici e i conoscenti di Fabio sono andati a caccia di informazioni: «Novità?». «Ma quando lo mandano a casa?». Lui, intanto, come altri tre arrestati, ha rifiutato il cibo. Ha stretto i denti, in attesa che si spalancassero le porte del carcere.

Tutti con lui. Nel frattempo la sua bacheca Facebook è stata letteralmente presa d’assalto dai suoi amici, che gli hanno inviato messaggi di stima e di ammirazione. Che lui non poteva leggere. Ma quando lo farà gli riempiranno sicuramente il cuore d’orgoglio: «Il mio eroe» scrive Elia Bellesi, «Faremo di tutto per tirarti fuori di lì» aggiunge Roberta De Andreis. Dal semplice «Grande Fabio» di Francesca Benedetti fino al messaggio firmato dalla squadra del Membrino: «Forza Fabio, sempre e comunque uno di noi». E poi c’erano quelli in contatto diretto con l’avvocato, che tenevano aggiornati gli altri con le news da Brescia su «Fabio, l’eroe dal grande cuore» come l’ha definito Tiziana Neri. Stima, solidarietà, abbracci per quel ragazzo che «ha sempre avuto una marcia in più» dice Alessandro Baglieri.

Telefonata a casa. Fanno tutto il tifo per lui. Per quel ragazzo che si è fatto trecento chilometri per dare la libertà ai cani destinati alla vivisezione, in cambio della sua. Quel blitz gli è costato due giorni di carcere. All’uscita assapora un assaggio di quel calore che i suoi amici gli hanno manifestato. L’esperienza ha lasciato il segno: «Ora sono stanco – ripete al telefono pochi minuti dopo l’uscita dal carcere –. Non posso tornare a casa stasera, perché non ci sono le coincidenze giuste dei treni». Mamma Mara e il fratello Federico dovranno attendere ancora 24 ore prima di riabbracciarlo: «Li ho chiamati, è tutto a posto. Ora devo cercarmi un posto dove dormire, cercherò ospitalità da qualche amico». Poi la domanda inevitabile: «Lo rifaresti?». Fabio ci pensa qualche secondo: «In questo momento non lo so. Aspettiamo il processo».

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