Proteste
Leonardo sottovalutato come pittore
La rivelazione di Juliana Barone durante la "Lettura Vinciana"
VINCI. In una Biblioteca Leonardiana – con un po' meno pubblico del solito – si è svolta la 52ª “Lettura Vinciana”, l'appuntamento annuale che incorona, di volta in volta, uno studioso di livello internazionale cimentatosi con l'opera del Genio.
Un’affermata studiosa di Leonardo, Juliana Barone, ha affrontato il tema relativo al recepimento di Leonardo nel 17° secolo in Francia, il paese dove, nel 1651, il suo “Trattato della pittura” è stato pubblicato per la prima volta in due celebri edizioni a stampa corredate da illustrazioni tratte da una serie di disegni di Nicolas Poussin. Il quadro tracciato dalla Barone è stato imperniato sull'affermazione che «l'intervento di Poussin nella forma visiva con cui sono state trasmesse le idee di Leonardo fu deliberato e coinvolse un attento processo di selezione e riconfigurazione della figura umana, processo che ebbe implicazioni radicali nel forgiare una nuova modalità di trasmissione delle idee leonardiane, principalmente quelle sul movimento umano». Non fu il Leonardo pittore a primeggiare nella gerarchia estetica nella Francia del secolo XVII, ma fu l'immagine di Leonardo teorico a rimanere inimitabile, così come risulta dalle biografie francesi contemporanee. Anche il suo dipinto più ammirato all'epoca in Francia, “L'Ultima cena”, fu eclissato da un dipinto di Poussin. Basti pensare che un quadro di Leonardo, il "San Giovanni", fu acquistato nel 1650 per 140 lire, mentre un quadro di Raffaello spuntava negli stessi anni una valutazione di 3mila lire e un quadro di Poussin addirittura superava le 5mila lire. È proprio tutto relativo.
Paolo Santini
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