Il Tirreno

Empoli

Da “Quelli della notte” all’orchestra della Rai Palatresi al top della tv

di Luciano Gianfranceschi
Da “Quelli della notte” all’orchestra della Rai Palatresi al top della tv

Il direttore si gode il successo di “Non sparare sul pianista” dopo tanta gavetta e l’incontro con Arbore che l’ha lanciato

3 MINUTI DI LETTURA





CERRETO GUIDI. “Non sparate sul pianista. Fa del suo meglio”, si diceva nei saloon del Far West. Ma a fare il meglio, nella trasmissione televisiva omonima su RaiUno, è stato il maestro direttore d'orchestra Stefano Palatesi, oltre al conduttore Fabrizio Frizzi. «Contro una corazzata come Zelig, il venerdì sera, non è stata vita facile – racconta Palatresi –. Però il gioco con le canzoni della grande musica italiana, in diretta, divertente anche per chi segue da casa sul divano, è riuscito a coinvolgere. E poi c’era la competizione tra squadre di esperti».

È piaciuta l'aria scanzonata, che evocava ricordi vissuti agli spettatori. “Abbiamo fatto una trasmissione scacciapensieri, se così si può dire, rilassante, con brani reintrepretati. Questo è stato il lato azzeccato. E oltre all'audience dei numeri conta l'indice di gradimento del pubblico, anch’esso assai soddisfacente”. Poche puntate, ma che lasciano il segno. E, d'altronde, Palatresi si è fatto conoscere con l'orchestra di Renzo Arbore nel programma di Rai Uno “Cari amici vicini e lontani”; era il 1984. «Fu il preludio al boom dell'anno successivo – aggiunge – quando poi ero cantante in “Quelli della notte”, trasmissione cult su RaiDue, che iniziava alle 11 di sera e durava un'ora, con canzoni come “Il materasso”, vero senso dell'umorismo e anche dell'improvvisazione. Essendo quasi tutti esordienti, abbiamo avuto un bel trampolino di lancio».

Un aneddoto di quei tempi l'aggiunge il cabarettista Sandro Del Picchia, amico d'infanzia. «Siamo cresciuti insieme a Cerreto, ci somigliavamo anche un po’. Avevamo entrambi i capelli quasi ricciuti, lui li ha ancora. Dopo il successo con la trasmissione di Arbore venne a cantare a Empoli, tenne un concerto all'esterno del Palazzo delle Esposizioni. C'era pieno di gente, molti cerretesi ma anche altri di Empoli, Fucecchio, Vinci. Quando lui fece una pausa, i fan occhiarono me, mi scambiarono per Stefano e vennero a chiedermi l'autografo. Io dissi che non ero Stefano ma una ragazza replicò che mi ero già montato la testa, e allora… le feci una dedica e l'autografo. E anche agli altri. Finché…». Finché tornò Stefano Palatresi e avete rotto l'amicizia. «Macché, furono i cerretesi a prendere in giro gli altri, non conoscete neanche il cantante, non lo distinguete da un cabarettista, e allora tagliai la corda. Quando poi raccontai la scenetta a Stefano non smetteva più di ridere…».

Ad Arbore non si arriva per caso, Palatresi aveva già fatto gavetta. «Ero ancora minorenne – conferma – quando ho cominciato a cantare nei pianobar e poi anche nei night. Fino a trasferirmi professionalmente a Roma già nel 1981, città dove tuttora vivo. In un locale, che si chiamava La Cabala, avevo conosciuto Renzo Arbore, che mi fece entrare nella sua orchestra per una trasmissione che festeggiava i 60 anni della Rai, siccome io gli ricordavo il grande Edoardo Spadaro chansonnier fiorentino. L'anno successivo ci fu il boom di “Quelli della Notte”. Avervi partecipato è una medaglia al valore nel campo dello spettacolo musicale. Ovviamente ho cercato sempre di mantenermi all'altezza delle aspettative del pubblico».

Palatresi ha nel curriculum anche il Festival di Sanremo e un crescendo professionale. A Sanremo, nel 1988, per le nuove proposte, con “Una carezza d'aiuto” (Arbore-Mattone) si classifica al 2° posto. A Capodanno 1992, con l'orchestra di dodici elementi, partecipa al programma “1,2,3, Buon Anno!”, realizzato dalla Rai . Torna a Sanremo nel 1995, categoria Campioni, con il Trio Melody, di cui facevano parte anche Gigi Proietti e Peppino di Capri, cantando “Ma che ne sai (se non hai fatto il pianobar)”. Nel 2006, è su Rai Due a Piazza Grande, a fianco di Magalli e Matilde Brandi. Debutta nel 2008 come autore televisivo nel programma di Rai Italia "Almanacco di domani", di cui è autore anche delle musiche.

Partecipa, nel 2010, come autore e direttore d'orchestra a “Non sparate sul pianista”con Carlo Conti su Rai Uno. Inoltre, ha il ruolo di direttore d'orchestra al programma di Rai Uno “Castrocaro” con Fabrizio Frizzi. Quest'ultimi due anni gli spianano la strada all'attuale momento magico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini